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Giovani tra violenza e gioco

FESTIVAL DI BERLINO/IL DEBUTTO DE “LA PARANZA DEI BAMBINI” DI GIOVANNESI

di Francesco Gallo



BERLINO. Per Francesco Di Napoli (Nicola), Artem Tkachuk (Tyson), Alfredo Turitto (Biscottino), Ciro Vecchione (O’Russ), Ciro Pellecchia (Lollipop) e Mattia Piano Del Balzo (Briatò) la vita è adesso, una vita accelerata, fatta di tanti soldi, pistole vere con le quali giocare e droga, altrettanto vera, da vendere nel rione Sanità di Napoli. Hanno quindici anni e non si aspettano neppure di vivere a lungo questi straordinari protagonisti de ‘La paranza dei bambini’ di Claudio Giovannesi unico italiano in concorso in questa 69/ma edizione del Festival di Berlino e film tratto dall’omonimo libro di Roberto Saviano che ne è anche sceneggiatore insieme allo stesso regista e Maurizio Braucci. Nel cast tutti ragazzi dei quartieri di Napoli del tutto esordienti tra cui spicca Francesco Di Napoli che interpreta il ruolo di Nicola, quello che diventerà il boss di questa banda di cosiddetti ‘paranzini’. Che miti hanno questi sedicenni? Il Rolex (meglio se è d’oro perché fa proprio boss), i vestiti firmati (le sneakers su tutto) e anche poi avere una casa da vero camorrista con tanto di finto contrabbasso bianco come mobile bar. Divisi tra il sogno di fare i soldi in fretta e le crostatine materne, il destino li porterà ad abbracciare quel crimine che nei loro quartieri vuol dire solo una cosa: non essere più dei fessi. “Non volevo fare lo spin-off di Gomorra - dice il regista di Fiore -, ma piuttosto parlare della perdita dell’innocenza. Non volevo neppure fare un film su Napoli o fare della semplice sociologia. Il tutto è invece costruito sul binomio gioco e guer- ra, non a caso il film inizia con il furto di un albero di Natale, solo che questi ragazzini entrano alla fine in un gioco dal quale non si può più tornare indietro. Insomma - conclude - volevo fare un film dal punto di vista degli adolescenti senza giudicare troppo”. Tante le suggestioni che arrivano da Saviano. “La Camorra - dice - è l’unica struttura che accetta dei giovanissimi ai vertici. Eppure per questi ‘paranzini’, ragazzini criminali diventati comuni in tanti Paesi del mondo (dall’Albania al Brasile), c’è un’aspettativa di vita pari a quella nel Medioevo, ma questo sembra non essere un problema”.

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