Gli anelli inchiodano l’orco
- 16 mar 2018
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MILANO/ARRESTATO IL PRESUNTO COLPEVOLE DELL’AGGRESSIONE AGLI STUDENTI
MILANO. I carabinieri lo hanno trovato all'una della notte di mercoledì in un giardinetto dietro l'Ortomercato di Milano. Gli abiti erano diversi ma indossava gli stessi anelli descritti dalle vittime, i ragazzi ricordavano bene quelle mani che per circa un'ora hanno stretto le loro vite cambiandole per sempre. Freilin David Lopez Villa è un colombiano di 25 anni senza permesso di soggiorno e con precedenti per porto abusivo di coltello e minacce, secondo la procura è lui il "giovane sudamericano" che lunedì notte ha rapinato una coppia di fidanzati, lui ad aver picchiato il 23enne e violentato la 19enne puntandogli contro una pistola. Un giocattolo che di notte, con lo spavento comprensibile, è sembrato un'arma vera e pericolosa. I militari l'hanno ritrovata in una fioriera vicino al punto in cui è stato bloccato Villa, gli abiti usati durante l'aggressione erano invece a casa di una parente (estranea alla vicenda) da cui ha trascorso le ultime notti. Non ha opposto resistenza, alla vista dei carabinieri ha perso l'arroganza e la sfrontatezza mostrata tante volte su Facebook, dove in molte foto fa il segno della pistola con le dita. "Non ricordo molto, ricordo solo la rapina, non la violenza, avevo preso dei funghi allucinogeni", ha detto al procuratore aggiunto Letizia Mannella e al sostituto procuratore Luca Gaglio. "Viva la vita e l'amore" ha scritto in un post nel settembre 2017, parole che sembrano l'ennesimo affronto al trauma vissuto dalla coppia di studenti. Si erano appartati in via Peressutti, una stradina a fondo chiuso che si imbocca da via Chopin, nella periferia sud della città. Villa li ha sorpresi durante la loro intimità, li ha minacciati con la pistola e ha ordinato di consegnargli soldi e cellulari. Avrebbe voluto che andassero a prelevare al bancomat più vicino ma alla loro resistenza ha cambiato programma: ha preso a schiaffi il 23enne e tenendolo bloccato in qualche modo (gli inquirenti sono rimasti vaghi sul punto) ha abusato della sua fidanzata. L'incubo è durato quasi un'ora, al termine Villa si è messo alla guida della Fiat Punto degli studenti e li ha lasciati lì, mezzi nudi e scioccati. Eppure hanno trovato entrambi la forza di raccontare ai carabinieri ogni dettaglio, a partire dai grossi anelli, il cappellino mimetico, i pantaloni elasticizzati e stretti alla caviglia, la felpa con gli inserti catarifrangenti. Anche grazie a questi elementi i militari di Porta Monforte hanno impiegato 48 ore per trovarlo. Fondamentale la collaborazione con la Squadra mobile e l'individuazione del cellulare di una delle vittime, che Villa ha fatto l'errore di riaccendere dopo qualche ora per resettarlo e cercare di rivenderlo. Le celle telefoniche hanno fissato sulla mappa un'area in cui cercare, da lì è stato un domino: hanno ritrovato l'auto in via del Turchino grazie al gps del navigatore, poi l'abitazione della sorella del sospettato e infine Villa. Le vittime lo hanno riconosciuto in foto, i pm dicono che il quadro indiziario "è molto solido". "Tutti noi siamo stati feriti da questa violenza assolutamente gratuita, è una ferita per tutta la città di Milano", ha detto la Mannella, che oggi ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
















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