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Gli sfollati due ore a casa



GENOVA/DOPO 65 GIORNI, POTRANNO RECUPERARE I PROPRI EFFETTI PERSONALI

GENOVA.Via libera al rientro degli sfollati di ponte Morandi nelle loro abitazioni. Inizieranno giovedì le operazioni di recupero dei beni dagli appartamenti abbandonati lo scorso 14 agosto. L’ok della commissione tecnica per gli immobili di via Porro e via Falk è una “promessa mantenuta” per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci, che ieri sera ha ricevuto il progetto diAutostrade per l’Italia per la costruzione del nuovo viadotto. Quaranta elaborati tecnici e strutturali, accompagnati da una relazione generale, che prevede l’opzione più breve, di soli 9 mesi. In procura, intanto, riprendono oggi gli interrogatori, mentre la Guardia di finanza mette a punto un nuovo elenco di persone che potrebbero finire sotto inchiesta. Ed è di nuovo polemica tra Ministero dei Trasporti e Autostrade, che parlano di “gravi errori, accuse infondate e conclusioni pregiudiziali” nei verbali della Commissione di inchiesta sul crollo. Le attività di recupero beni dagli immobili scatteranno alle 8 in punto, 65 giorni dopo la tragedia in cui persero la vita 43 persone, sotto la direzione e il controllo dei vigili del fuoco. Due ore il tempo concesso a ciascun nucleo famigliare, ciascuno dotato di 50 scatoloni per traslochi. “Le piattaforme meccaniche serviranno a portare via velocemente cose un pochino più grandi, ma non a smontare la cucina. E’ impensabile che si possano smontare i mobili di casa”, spiega l’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone. Per assicurare la massima sicurezza delle persone, è stato anche predisposto un piano di evacuazione, da realizzarsi in appena 4 minuti. Il tutto condizionato dal meteo: se le condizioni dovessero cambiare, addio al rientro. L’altra priorità, con gli sfollati, sono le imprese della “zona rossa”, ricevute ieri in Regione dal viceministro Rixi. “Alcune rischiano di non avere più i soldi per andare avanti, quindi lo Stato si deve fare garante e anticipare le somme, che poi chiederemo adAutostrade”, spiega Rixi, che pensa di far durare la cassa integrazione in deroga solo “per un anno”. “Riteniamo che già a metà 2019 avremo una viabilità cittadina identica a quella precedente”, dice, mentre si pensa ad una “clausola sociale nei bandi per la ricostruzione” per reimpiegare almeno una parte di chi rischia di restare senza lavoro. Sullo sfondo restano le nuove polemiche tra ministero dei Trasporti e Autostrade, con i vertici

di quest’ultima che non ci stanno a passare per quelli che hanno fatto scena muta davanti alla Commissione d’inchiesta. “Stupisce che i verbali siano stati resi disponibili prima alla stampa”, attacca Aspi, secondo cui l’ad Castellucci ha risposto a tutte le domande sui temi all’ordine del giorno, invitando ad una “lista di dettaglio” per le altre domande. Lista “mai pervenuta”, conclude Aspi, per cui “la procedura della Commissione è al di fuori di ogni regola”.


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