“Grande coalizione”, pressing su Schulz
- Redazione

- 4 dic 2017
- Tempo di lettura: 2 min

MESSAGGI DA MACRON E TSIPRAS AL LEADER DELLA SPD. CONGRESSO DEI SOCIALDEMOCRATICI NEL PROSSIMO WEEKEND
BRUXELLES. Non solo Angela Merkel, il suo partito, il presidente Frank-Walter Steinmaier, l'insieme del mondo economico tedesco: al pressing su Martin Schulz perché accetti di resuscitare la «Grande coalizione» si sono aggiunti anche Emmanuel Macron e Alexis Tsipras. A rivelarlo è stato lo stesso ex presidente del Parlamento europeo ed ora leader dei socialdemocratici della Spd che, in una intervista alla Frankfurter Allgemeine am Sonntag, ha detto di aver ricevuto "nu- merosi" messaggi e telefonate dal presidente francese che lo ha sollecitato ad entrare nel governo proprio per poter far passare le visioni comuni sulla riforma della Ue e del- l'Eurozona, in particolare quelle sull'accelerazione degli investimenti e sulla creazione del «Fondo monetario europeo». Lo stesso Schulz, parlando alla Fas, ha specificato che "apprezzerebbe molto" l'opportunità di lavorare con Macron. Dal premier greco, ha raccontato il leader socialdemocratico, l'incoraggiamento è arrivato sotto forma di monito politico. "Non dimenticare che una vera sinistra e una posizione progressista non consistono nel fatto di mantenere pulita la propria identità" gli ha scritto il greco, ribadendo la posizione espressa a Lisbona dai leader del Pse con un sms in cui ha ricordato che "è molto più importante" lottare per i veri cambiamenti e le riforme. "Sono sicuro che prenderai la decisione giusta" ha concluso Tsipras dopo aver definito l'ingresso nel quarto governo Merkel "una precondizione per combattere insieme per le necessarie riforme progressiste e per la democratizzazione dell'Europa, a favore dei diritti sociali e di una forte lotta contro la disoccupazione giovanile". A Schulz, che subito dopo il crollo elettorale aveva escluso di poter partecipare ad una nuova «Grande coalizione» con i popolari della Cdu/Csu, di fatto viene chiesto un 'harakiri', osservano fonti vicine a Juncker e Tusk. Ma in Germania questo 'harakiri' qualcuno deve pur farlo per il bene dell'Europa perché l'Unione europea non è mai cresciuta senza qualche sacrificio tedesco, come è già successo ad esempio con il salvataggio della Grecia. Ora a doversi sacrificarsi per la bandiera a 12 stelle tocca a Schulz che, dopo il fallimento della coalizione 'Giamaica' con popolari liberali e verdi, si ritrova con una 'forza contrattuale' nei confronti della Merkel molto superiore al risultato elettorale visto che dal punto di vista aritmetico non c'è altra maggioranza possibile che quella della Cdu con la Spd. L'alternativa è quel voto anticipato che tutti in Germania vogliono scongiurare. Inevitabile quindi che i socialdemocratici ora cerchino di massimizzare il risultato. Oggi Schulz presenterà le sue idee al direttivo che elaborerà la proposta di coalizione da presentare al Congresso che comincerà giovedì. Il premier della Renania e pezzo grosso della Spd, Malu Dreyer, alla Welt ha dichiarato che "la Cdu non può venire qui e chiederci di essere d'accordo al più presto". Prima bisogna chiarire bene i punti di programma, punto per punto, come da prassi in Germania. Quindi, niente fretta. Tanto che il vicepresidente del partito, Ralf Stegner, ha di fatto proposto di cuocere Merkel a fuoco lento, ovvero di non cominciare il negoziato Spd-Cdu prima di gennaio.
















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