Grandi ritorni e tre italiani
- Redazione

- 26 lug 2018
- Tempo di lettura: 4 min

VENEZIA/UNA EDIZIONE MONSTRE DEL FESTIVAL DEL CINEMA E L’INVASIONE DEL BIG STREAMING
ROMA. Lo sguardo sul mondo filtrato dai cineasti, la riflessione più eteroge- nea in termini di temi, generi e linguag- gi come la realtà virtuale, lo scouting dei nuovi autori accanto ai tanti mae- stri, i registi ‘strappati’ al festival di Cannes, la conferma dell’apertura ai nuovi produttori di cinema ossia i co- lossi dello streaming, i tre italiani in concorso (Mario Martone, Luca Gua- dagnino, Roberto Minervini) e i tanti in giro (24 in tutto, corti di Biennale College inclusi), tanta politica da Trump alla Turchia, autentiche chic- che come l’Orson Welles finalmente compiuto e i primi due episodi dell’at- tesa L’Amica Geniale di Saverio Co- stanzo, i grandi ritorni al Lido.
La 75/a Mostra del cinema di Vene- zia, stando alla conferenza di ieri a Roma del direttore Alberto Barbera e del presidente Paolo Baratta, sarà un’edizione davvero super tutta da seguire dal 29 agosto, sin dal’apertura in concorso di First Man di Damien Chazelle con Ryan Gosling sul primo uomo sulla Luna fino alla chiusura l’8 settembre passando per i due Leoni alla carriera, Vanessa Redgrave e Da- vid Cronenberg. Ecco una guida ragio- nata con Alberto Barbera.
- AUTORI E GENERI: tra le cose più “curiose” la presenza di moltissimi film di genere realizzati da autori, “come se avessero capito che il contatto con il pubblico possa ritrovarsi attraverso film musicali, western, polar”. Per re- stare al concorso il western europeo con buone dosi di ironia THE SISTERS BROTHERS di Jacques Audiard con Joaquin Phoenix e John C. Reilly, l’al- tro western dei Coen THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS con un cast che va da James Franco e Liam Nee- son a Tom Waits, allo stesso horror di Luca Guadagnino nel remake di SU- SPIRIA ai film in costume come THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos.
- ITALIANI: La CAPRI-REVOLU- TION di Mario Martone sulla comuni- tà proto hippy degli anni ’10, il remake del cult di Dario Argento SUSPIRIA girato da Luca Guadagnino con nel cast Dakota Johnson e una Tilda Swin- ton al cubo (tre ruoli camaleontici) e CHE FARE QUANDO IL MONDO E’ IN FIAMME? di Roberto Minervini sulla eterna questione razziale ameri- cana sono il terzetto in gara per il Leo- ne d’oro di Venezia 75, portabandiera italiano di una squadra che compren- de autori come Saverio Costanzo, l’at- trice/regista Valeria Bruni Tedeschi con LES ESTIVANTS (Orizzonti, fic- tion).
- POLITICA: è una delle cifre di questa edizione: si va dal dramma irri- solto in Siria con ISIS, TOMORROW con l’assedio di Mosul in presa diret- ta di Francesca Mannocchi e Alessio Romenzi (Fuori Concorso) e THE DAY I LOST MY SHADOW di Soudade Kaadan sulla condizione femminile (Orizzonti), alla discussa politica di Trump con AMERICAN DHARMA di Errol Morris, dialogo con l’ideologo destra radicale del presidente Usa Ste-
phen K. Bannon (e anche della Lega italiana) (Fuori Concorso), MONRO- VIA, INDIANA di Frederick Wiseman, viaggio nella provincia più lontana che ha fatto vincere Trump ad un ‘fanto- matico’ colpo di stato in Turchia in THE ANNOUNCEMENT di Mahmut Fazi Coskun (Orizzonti), al leader uru- guayano Mujica EL PEPE cui Emir Ku- sturica ha dedicato un documentario (Orizzonti).
- NETFLIX E ALTRE PIATTAFOR- ME: Sono i nuovi leader della produ- zione cinematografica e “ignorarli o ostacolarli come fa il festival di Can- nes, applicando la legge francese, non è compito di un festival in assenza di leggi specifiche italiane. Sono Netflix, Amazon e gli altri colossi dello strea- ming a produrre grandi autori che han- no accettato le nuove regole del gio- co”. come Alfonso Cuaron in gara con l’attesa nuova opera dopo gli oscar di Gravity, ROMA, storia della sua ado- lescenza negli anni ’70 in una Città del Messico in bianco e nero, girato in as- soluta libertà, i Coen (entrambi Netflix, come l’ultimo film di Orson Welles) e Mike Leigh in gara con PETERLOO (prodotto da Amazon, in sala con Aca- demy Two, l’evento speciale L’AMI- CA GENIALE (che tra Rai-Hbo anno- vera Timvision nella produzione della serie Wildside e Fandango).
- AL LIDO SUPER CHICCHE E GRANDI RITORNI: I cinefili non ve- dono l’ora: l’incompiuto del grande Welles è in assoluto tra le cose più at- tese, THE OTHER SIDE OF THE WIND, a 30 anni dalla sua morte final- mente completato con l’approvazione dei familiari e di Peter Bogdanovich che
era stato incaricato dal regista della missione. C’è poi il tedesco Florian Henckel Von Donnersmarck in concor- so con OPERA SENZA AUTORE, una nuova riflessione sulla Germania ad anni dal magnifico Le vite degli altri, l’artista regista Julian Schnabel AT ETERNITY’S GATE su Van Gogh, a Zhag Yimou in SHADOW (fuori Con- corso). - TUTTI I TEMI DEF MONDO: Venezia 75 si conferma il festival del- l’apertura geografica e tematica dal- l’ecologia da L’HEURE DE LA SOR- TIE di Sebastien Marnier (nella nuova sezione Sconfini), alla CAMORRA di Francesco Patierno (Sconfini), ai pro- blemi giovanili nel francese L’ENKAS di Sarah Marx (Orizzonti) passando per i conflitti culturali come in TEL AVIV ON FIRE di Sameh Zoabi o i drammi di cronaca come l’apertura italiana di Orizzonti SULLA MIA PELLE di Ales- sio Cremonini con un “formidabile” Alessandro Borghi nei panni di Stefa- no Cucchi nell’ultima settimana di vita. E opere dalle cinematografie poco fre- quenti nelle nostre sale come Norve- gia e Islanda in 22 JULY di Paul Green- grass (sulla strage dei giovani nel 2011) e Giappone con KILLING di Shin- ya Tsukamoto, entrambi in concorso.
- SI’ SELFIE SI’ PARTY: smarcando il festival di Cannes a destra con le piattaforme di streaming (6 titoli solo Netflix), Barbera dà un affondo (fina- le?) anche con i selfie sul red carpet (quello del Lido a dire il vero non è esattamente la Montee). “Siamo restii a imporre divieti anche perché nel cam- po del digitale è una guerra che dure- rebbe lo spazio di un mattino” ha det- to il presidente Baratta.
















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