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Guaidó: “Italia, cosa fai?”

VENEZUELA/IL LEADER DELL’OPPOSIZIONE CHIEDE APPOGGI DA ROMA. E CHIARIMENTI

di Marcello Campo


ROMA. Juan Guaidó chiede l’appoggio di Roma nella sua lotta contro Maduro. Il leader dell’opposizione venezuelana ha scritto alpremier Giuseppe Conte e ai suoi due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini per chiedere formalmente un incontro allo scopo di convincere l’esecutivo ad abbandonare definitivamente il regime di Caracas. Una eclatante iniziativa diplomatica in un momento in cui l’esecutivo italiano lavora a una mozione unitaria in vista del 12 febbraio, giorno in cui il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, parlerà in Senato per riferire sulla situazione in Venezuela. Dopo le sue comunicazioni - ha stabilito la capigruppo di Palazzo Madama - è previsto il voto delle risoluzioni che verranno presentate inAula. Sarà quello il momento della verità, con le opposizioni, dal Pd a Forza Italia, che presentando mozioni anti-Maduro sfidano la Lega ad abbandonare le timidezze pentastellate. In attesa del pronunciamento del Parlamento, Guaidó preme quindi sui 5S e sul governo italiano, l’unico che sul fronte europeo non ha ancora riconosciuto la legittimità della sua leadership. Lo fa mentre in Venezuela la tensione cresce di ora in ora: alcune unità militari governative hanno infatti bloccato il traffico sul ponte di Las Tienditas, impedendo con la forza l’arrivo di aiuti umanitari. In una lettera inviata al premier e ai due vicepremier Guaidó chiede la “disponibilità ad un incontro a Roma nel più breve tempo possibile” con una sua delegazione, “finalizzato ad uno scambio di opinioni sulla decisiva transizione che sta vivendo ilVenezuela”. “Vorremmo poterle rappresentare la necessità che in Venezuela si possa giungere in tempi rapidi, e grazie al sostegno della comunità internazionale, a libere elezioni democratiche”, si legge nella missiva. Il presidente autoproclamato annuncia che illustrerà agli esponenti del governo “il piano di azione per il ripristino della democrazia in Venezuela mediante l’indizione di elezioni libere e trasparenti” e la soluzione dell’”attuale crisi umanitaria che sta colpendo tutti i venezuelani e più di 100 mila italiani che vivono in Venezuela”. L’incontro con Matteo Salvini è già programmato per lunedì prossimo al Viminale. Sempre ieri, una delegazione di rappresentanti dell’opposizione venezuelana ha prima manifestato a Montecitorio, quindi ha incontrato parlamentari di tutti i gruppi, tra cui i dem Ettore Rosato e Piero Fassino, Mara Carfagna (Fi) e Francesco Lollobrigida (FdI). Nel corso di questi incontri, secondo quanto riferito da alcuni presenti, i dissidenti venezuelani avrebbero detto di sentirsi “traditi da questo governo”. “Quando Di Battista andò in America Latina - avrebbero aggiunto - non incontrò i bimbi affamati ma si indottrinò nelle scuole di partito del Forum di San Paolo”, un’organizzazione che raggruppa i partiti della sinistra latinoamericana. Infine, l’affondo sui Cinque Stelle:“E’ una forza pericolosa non democratica che punta ad avere un sistema politico ‘chavista’ anche in Italia!”.

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