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Guerra commerciale e Facebook oggi sotto la lente dei mercati

  • 26 mar 2018
  • Tempo di lettura: 2 min

I DAZI DI TRUMP POMO DELLA DISCORDIA TRA USA E CINA. BORSE, PROBABILE TRIMESTRE IN TERRITORIO NEGATIVO


ROMA. Dazi, guerra commerciale e Facebook saranno sotto la lente dei mercati oggi all'avvio di una settimana che archivierà poi il primo trimestre, probabilmente in territorio negativo per le Borse internazionali. Wall Street venerdì scorso ha chiuso in profondo rosso, come del resto le altre Borse, sulla scia dei timori di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina dopo i dazi di Trump. L'attuale inquilino della Casa Bianca ha annunciato il piano di dazi all'import di beni cinesi fino a 60 miliardi di dollari, tra elettronica e tlc; Pechino da parte sua ha risposto con un pacchetto da 3 miliardi che colpisce beni mirati, come carne di maiale e frutta, che hanno allarmato allevatori e produttori, ossia la base elettorale del tycoon newyorkese diventato presidente. Pechino tuttavia prova a gettare acqua sul fuoco e con il suo ministro del Commercio, Zhong Shan, ricorda al capo della Casa Bianca che gli attuali volumi di scambi commerciali ed investimenti tra Cina ed Usa sono la prova che il dialogo e la cooperazione funzionano. In un incontro con l'ex Segretario al Tesoro Usa Henry Paulson, Zhong Shan ha detto che la Cina "non vuole una guerra commerciale" ma ha anche avvertito che Pe- chino "non avrebbe paura". Il ministro del Commercio cinese ha inoltre precisato che i buoni rapporti commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti "porteranno benefici a tutto il mondo". L'altra spina nel fianco delle Borse - oltre ai dazi - al momento è Facebook. In una settimana il social network ha perso il 14 per cento, bruciando 58 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. L’Unione europea vuole da Facebook chiarimenti relativi al «caso Analytica». Vera Jourova, commissaria Ue per i settori Giustizia, con- sumatori ed eguaglianza donne-uomini, ha chiesto delucidazioni a Facebook, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, su come 50 milioni di utenti europei del sito sociale ideato da Zuckerberg siano stati influenzati dallo scandalo Cambridge Analytica. Le grandi aziende inserzioniste stanno intanto abbandonando le pagine di Facebook, sollevando un grande punto interrogativo sul fu- turo della creatura di Mark Zuckerberg. Lo stesso fondatore, che ha perso circa dieci miliardi di dollari, dovrà riferire al Congresso Usa per far luce su quanto accaduto. In questo clima offuscato arriva però una ventata di ottimismo. Secondo JPMorgan le condizioni dei mercati azionari americani sono "buone" mentre si avviano ad en- trare nel secondo trimestre, nonostante una settimana "terribile". "Due su quattro condizioni, che noi riteniamo fondamentali per la stabilità del mercato, sono state soddisfatte, ossia una inflazione contenuta ed una Federal Reserve non troppo falco", scrivono gli analisti della banca di Wall Street. "Le altre due condizioni potrebbero arrivare nel secondo trimestre, cioè dati economici stabili ed una attenuazione dello scontro com- merciale", aggiungono, avvertendo che una eventuale guerra commerciale sarebbe una minaccia per la crescita.


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