Guerra dei dazi Usa-Turchia
- Redazione

- 16 ago 2018
- Tempo di lettura: 2 min
CASA BIANCA/PRONTI A NEGOZIARE SE IL PASTORE EVANGELICO VERRÀ LIBERATO

WASHINGTON. La Casa Bianca esa- minerà la rimozione delle sanzioni Usa alla Turchia se il pastore evangelico americano Andrew Brunson verrà libe- rato ma non toglierà i dazi sull'import di acciaio e alluminio. Lo ha lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders nel briefing quotidiano con la stampa.
La Turchia alza la posta dello scon- tro con gli Stati Uniti: il presidente Re- cep Tayyip Erdogan ha firmato il decreto che raddoppia i dazi sull’import Usa, mentre un tribunale ha respinto l’appel- lo per la liberazione del pastore evan- gelico americano Andrew Brunson, al centro del braccio di ferro tra Ankara e Washington.
Il rialzo dei dazi su 22 tipi di pro-
dotti ammonta a 533 milioni di dollari. Tra i beni sottoposti alla misura auto- mobili (del 120%), alcol (140%) e ta- bacco (60%), e anche riso e creme so- lari. Immediata la reazione in borsa, con la lira che in apertura guadagnava fino al 3%.
Poi è arrivato un annuncio radioso per Ankara: l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani, nel corso della vi- sita nella capitale turca ha annunciato 15 miliardi di dollari di investimenti di- retti in Turchia. La lira ha continuato la corsa, e ha chiuso le contrattazioni con un rialzo di quasi il 5%, in una giornata segnata nuovamente da picchi oltre il
6%.Il risposta turca sui dazi “è per con- trastare l’attacco deliberato dell’ammi- nistrazione Usa alla nostra economia”, ha commentato il vicepresidente turco Fuat Oktay. Nel pomeriggio, Erdogan ha avuto una conversazione telefonica con la cancelleria Angela Merkel. I due re- sponsabili - secondo fonti della presi- denza turca - “hanno confermato il pro- prio impegno per rafforzare la coope- razione”.
I due hanno poi discusso del prossi- mo incontro previsto a Berlino alla fine del prossimo mese. Il ministro del Te- soro turco incontrerà “presto” la con- troparte tedesca, hanno sottolineato le fonti. Erdogan ha in programma anche una conversazione telefonica con il pre-
sidente francese Emmanuel Macron. Si tratta, scrive la stampa turca, di segnali di “miglioramento dei legami con i Paesi europei”. Ma il raddoppio dei dazi e la vicenda del pastore - con il caso che passerà a un’altra corte - in- fiammeranno la polemica con gli Usa.
Intanto, si è conclusa la vicenda del pre- sidente onorario di Amnesty in Turchia: Taner Kilic è stato liberato, dopo 14 mesi di carcere con l’accusa di legami con la rete dell’imam Fethullah Gulen, considerato responsabile da Ankara del tentato golpe del 2016.
















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