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Guerra tra bande: sei arresti

OSTIA/OPERAZIONE CONTRO I CLAN COSTAGLIOLA E SANGUEDOLCE. RAGGI: LIBERIAMO LA CITTÀ



ROMA. Scene da "far west" con spedizioni punitive in cui i rivali si sono affrontati armi in pugno. Una 'guerra' tra due nuovi gruppi criminali per il controllo del territorio dopo i numerosi arresti che hanno fiaccato i clan storici della zona. È di sei arresti il bilancio di un'operazione della polizia a Ostia. Sono ritenuti appartenenti a due gruppi criminali che si contendono le piazze di spaccio del litorale. Gli arrestati sono collegati alle famiglie Costagliola (soprannominati napoletani di Acilia) e Sanguedolce, in lotta tra loro da alcuni mesi. Per gli investigatori, i Sanguedolce sarebbero legati a Marco Esposito, detto Barboncino, considerato una figura di spicco della criminalità locale che controllava le piazze di spaccio ad Ostia Lido prima di finire in carcere nell'ottobre scorso. Dal canto loro i Costagliola conterebbero su rapporti con personaggi legati alla Nuova Camorra Organizzata, gruppo criminale dell'area napoletana e che faceva capo a Raffaele Cutolo. Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile di Roma, coordinate dalla Procura Distret- tuale Antimafia capitolina, sono partite da due episodi avvenuti lo scorso 7 giugno e che solo per puro caso si sono conclusi senza vittime. Il primo è avvenuto davanti a un bar in una piazza di Dragoncello dove alcuni componenti del gruppo dei Sanguedolce si sarebbero avventati su uno del clan rivale per ucciderlo, ma la pistola si è inceppata. Poche ore dopo la risposta dei Castagliola che sono tornati nella stessa piazza sparando in aria e aggredendo un componente del clan nemico. Agli atti dell'inchiesta un terzo episodio, avvenuto il 6 settembre scorso in un cinema di Ostia dove i Castagliola sarebbero stati intenzionati a uccidere, davanti a centinaia di persone, un Sanguedolce che, però, è riuscito a salvarsi nascondendosi in un bagno. Le indagini, scrive il gip Roberto Saulino, in un clima di diffusa omertà e di intimidazione. Per il gip le azioni criminali sono state messe in atto agendo a volto scoperto ed in luoghi pubblici, evidentemente facendo affidamento sulla mancata denuncia di possibili testimoni e sulla concreta attitudine intimidatoria dell'azione collettiva, scaturente dall'acquisita fama criminale. A complimentarsi con polizia e la Procura distrettuale antimafia il sindaco di Roma Virginia Raggi: "Al loro fianco per liberare la città dalla criminalità. #Fuori- LaMafiaDaRoma #NonAbbassiamoLoSguardo" ha scritto su Twitter. E il presidente della Regione Nicola Zingaretti che ha sottolineato: "Le mafie si possono sconfiggere con l'azione dello Stato e con il protagonismo dei cittadini. Noi ci siamo.

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