Guerriglia urbana a Parigi
- Redazione

- 2 dic 2018
- Tempo di lettura: 3 min

I BLACK BOC METTONO A FERRO E FUOCO LA CITTÀ: 110 FERITI. IRA DI MACRON
PARIGI. La guerra dei casseur ha travolto Parigi, investita da un’ondata di rara violenza, e ha oscurato la protesta dei gilet gialli. Gruppi di blackbloc,organizzati ed estremamente mobili, hanno seminato distruzione per ore, incendiando, distruggendo e saccheggiando. “Non accetterò mai la violenza - ha commentato Emmanuel Macron dal G20 di BuenosAires -. Chi ha fatto questo vuole solo il caos”. Solo i roghi restavano ieri sera a illuminare le macerie nella Ville Lumière. Attorno agli Champs- Elysées, nei quartieri più chic, i casseur che accompagnano le manifestazioni dei gilet gialli non hanno lasciato in piedi nulla: carcasse fumanti di automobili, catastedimotorini,vetrinespaccate e buie nelle quali si saccheggia a piacere. E vetri, vetri ovunque. Il terzo sabato della protesta dei gilet gialli ha avuto i caratteri di un’insurrezione e si è concluso con 110feriti,unograve,e270fermi.La polizia è stata attaccata, bersagliata, le auto di servizio incendiate, in un’immaginediassolutaimpotenza delle forze dell’ordine ad arginare poche centinaia di teppisti. “Molto mobili e difficilmente controllabili”, li ha definiti il sottosegretario Laurent Nunez. Al puntodadarel’impressione-ametà pomeriggio-diunasituazioneormai fuori controllo. A differenza di sabato scorso, gli Champs-Elysees - semidistrutti una settimana fa dalla guerriglia - sono stati blindati: si poteva entrare solo a piedi e dopo un’accurata perquisizione ma soltanto 200 gilet gialli lo hanno accettato. Gli altri hanno cominciato la battaglia dall’Arco di Trionfo, attaccando materialmente e simbolicamente tutto quello che capitava loro a tiro: la polizia, prima di tutto, che ha risposto con i gas lacrimogeni e gli idranti. Poi la tomba del milite ignoto, che sorge al centro dell’Arco, con la fiamma perpetua e i fiori. Slogan, salti, con i più moderatiaproteggerequelsimbolo della Francia dai casseur. Che sono saliti sull’Arco di Trionfo a sventolare i loro vessilli, passando dall’interno dei pilastri e distruggendo molto di quello che trovavano sul loro cammino. Poi,costretti a rinunciare agli Champs- Elysees, i casseur si sono scatenati - con asce, mazze da baseball e bottiglie incendiarie - contro tutto quello che capitava loro a tiro nelle grandi, eleganti e ricche avenue adiacenti. I nomi di generali e di gloriose battaglie - Foch, Kleber, Friedland - sono da ieri sera i luoghi di incredibili devastazioni: i grandimarchi del lusso hanno visto i propri punti vendita devastati e saccheggiati, molte agenzie di banche e assicurazioni sono state distrutte, un paio di edifici sono stati invasi. La polizia, a lungo, è rimasta impegnata a difenderli e ad aprire loro il passaggio prima di potersi dedicare all’ordine pubblico.Afine pomeriggio, l’onda dei casseur ha investito altri quartieri, i Grands Boulevard, le Tuileries, con un incendioappiccatovicinoalmuseo dell’Orangerie e una pesantissima grigliadiferrodivelta,infinelaGare Saint-Lazare: i vicini grandi magazzini Lafayette e Printemps, affollati nel primo weekend di dicembre, sono stati evacuati, la polizia ha faticato a proteggere i passeggeri dei treni, che non si rendevano conto di quanto stesse accadendo attorno a loro. In serata, le parole durissime di Macron da Buenos Aires. Il presidente arriverà oggi a Parigiesaràsubitoinriunioneconil premier e il ministro dell’Interno. Qualcuno, nel governo, chiede ormaiapertamentediaprireildialogo con i gilet gialli che vogliono meno tasse e più potere d’acquisto. Altri cercano i responsabili di una gestione inadeguata dell’ordine pubblico nella giornata che si annunciava come la più difficile. I gilet gialli che erano arrivati a Parigi per protestare, in tutto 5.500, hanno lasciato in gran parte la capitale mentre era ancora illuminatadaifuochidellabattaglia. Delle loro richieste, della tabella di 42 richieste che vogliono presentare al governo, della loro rabbia, ieri si è parlato poco. Nel resto del Paese, incidenti a Marsiglia, Nantes, Charleville-les- Mezieres, Saint-Etienne, Nizza. Mobilitate 75.000 persone.
















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