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“Guidare la Chiesa è dono”

  • 14 mar 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


VATICANO/IL 5o ANNIVERSARIO DEL PONTIFICATO. BERGOGLIO TOCCATO DALLE CRITICHE

CITTÀ DEL VATICANO. "Ho sentito Papa Francesco ieri sera: era sereno, diceva anche lui che ringraziava per il dono della Chiesa che sta guidando. Era sereno e contento, però nessuna festa particolare. Oggi, anzi, aveva la tabella di lavoro piena e l'ha continuata come sempre". Monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, ha parlato così di Papa Francesco in questo quinto anniversario dell'elezione, a margine di un incontro a Roma. E alla domanda dei cronisti su come viva il Papa le critiche che gli arrivano da una certa schiera di cattolici, Becciu ha risposto che "lui è sereno, sa affrontare secondo la massima gesuitica del terzo grado di ascetica. Bisogna essere indifferenti alle cose, però è uomo e soffre pure quando ci sono certe critiche un po’ gratuite, certe critiche che lo toccano nel punto essenziale del suo essere, quello di tradire la dottrina della Chiesa. Questo no, non lo accetta, ed è la cosa più grave che uno possa rivolgergli. Lui si è sempre proclamato figlio fedele della Chiesa". Anche rispetto ai blog che lo attaccano "cerca di essere distaccato e di andare oltre. È un esempio anche per noi". Alla vigilia di questo quinto anniversario del pontificato è stata diffusa la lettera del Papa emerito Benedetto XVI che proprio a proposito di certi attacchi all'attuale Pontefice punta il dito contro "lo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi", e parla di "continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento". E per un uomo molto vicino a Bergoglio come il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, le parole di Papa Benedetto confermano che "non c'è nessuna rottura tra i due Pontificati". "Certo - ha aggiunto da Venezia - ogni Papa ha le sue accentuazioni, le sue priorità, però all'interno di quella che è la tradizione della Chiesa, la realtà della Chiesa. Mi pare che questo intervento di Papa Benedetto XVI sia quanto mai opportuno, contro tante voci che si levano di una discontinuità che sembrerebbe per alcuni arrivare a una rottura, per dire che questo non c'è". La linea maestra per entrambi "è quella del Concilio - ha ricordato - cioè l'applicazione sempre più efficace del Concilio Vaticano II, che è l'avvenimento, come diceva Papa Benedetto, fondamentale della Chiesa del Novecento e anche di questo secolo". Anche per il cardinale Gualtiero Bassetti, presidentedella Cei, "Benedetto ha fatto una cosa bellissima, ha detto 'cosa state a dividerci quando io sarei teologo e non pastore e lui pastore e non teologo': lui è un grande teologo e lo ha dimostrato ed è un grande pastore, io che ho fatto il grande teologo facendo il Papa mi sono convertito a fare il pastore e l'ho fatto fino in fondo, dove sta la differenza, si domanda? La differenza sarà nel carattere ma nella sostanza si domanda dove sta la differenza tra me e il Papa attuale? Per me ha fatto benissimo a sfatare dei preconcetti che non hanno nessuna ragione di esistere".


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