top of page

Haftar e il petrolio, l’Onu lancia l’allarme


LIBIA/I GIACIMENTI SONO GESTITI DA BENGASI, TRIPOLI TEME UNA DIVISIONE NEL PAESE


IL CAIRO. È squillato un altro campanello d'allarme, stavolta quello globale dell'Onu, su uno sviluppo della crisi libica che sembra puntare a un'ulteriore divisione del paese: l'annuncio, fatto fare lunedì dal generale Khalifa Haftar (a destra), che i terminal della Mezzaluna petrolifera saranno gestiti da Bengasi e non dalla Compagnia nazionale "Noc" insediata a Tripoli rappresentando una delle poche istituzioni unitarie del paese. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, attraverso il suo portavoce ha fatto sapere di essere "preoccupato per gli ultimi sviluppi" sui giacimenti petroliferi in Libia. Auspicando una "de-escalation", Guterres ha chiesto che le risorse petrolifere "tornino sotto il controllo delle autorità libiche riconosciute": ossia la "National Oil Corporation", la Noc che, come sancito da una risoluzione Onu del 2015, ha il diritto esclusivo della di esportare il petrolio libico.

Haftar invece la settimana scorsa aveva colto l'occasione della riconquista dei terminal petroliferi di Sidra (il maggiore del paese, come ricorda Bloomberg) e Ras Lanuf - occupati per una settimana dalla milizia di Ibrahim Jadhran - per affidarli alla Noc 'parallela’ creata nella Bengasi sotto il suo diretto controllo. "Profondamente preoccupati" per la situazione si erano già dichiarati mercoledì i governi di Italia, Francia,

Regno Unito e Stati Uniti avvertendo, in un dichiarazione congiunta, che qualsiasi tentativo di vendere petrolio aggirando la Noc di Tripoli "comprometterà la stabilità ge- nerale della Libia".

Tutto questo "radica la divisione", aveva messo in guardia già martedì il governo del premier Fayez Al Sarraj appellandosi all'Onu nel respingere l'annuncio fatto fare da Haftar al portavoce del suo "Esercito nazionale libico". Dalla "Mezzaluna petrolifera" situata nel golfo della Sirte, di cui Sidra e Ras

Lanuf sono i "rubinetti d'oro", transita il 60% del petrolio libico, ha ricordato Le Monde, notando che l'annuncio di Haftar rappresenta un "rovescio" per i tentativi di mediazione del presidente francese Emmanuel Macron. La Noc orientale ha già iniziato una sorta di marketing con dichiarazioni del suo presidente Faraj Saeed appena rilanciate dal sito Al Wasat: gli importatori "devono venire e sedersi al tavolo con noi".

Secondo il capo della Noc di Tripoli, Mustafa Sanalla, Bengasi però non dovrebbe riuscire ad attrarre acquirenti e ad incassare i proventi senza farli transitare dalla Banca centrale (e quindi a redistribuirli tra est e ovest): "siamo fiduciosi che il sistema legale internazionale reggerà e la Noc dell'est non sarà in grado di esportare", ha sostenuto Sanalla.


Commenti


bottom of page