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Haftar riconquista Derna


LIBIA/IL GENERALE ANNUNCIA LA LIBERAZIONE DELL’ULTIMA ENCLAVE JIHADISTA


IL CAIRO. Khalifa Haftar (nella foto) ha confermato di essere l’uomo forte della Cirenaica: le sue forze armate, al termine di un assedio durato tre anni, hanno piegato la resistenza di islamisti asserragliati a Derna e il generale ha potuto annunciare la resa dell’ultima città dell’est della Libia che ancora resisteva al suo strapotere militare.

L’annuncio è stato fatto giovedì sera in un discorso televisivo in cui Haftar, in divisa color cachi e aquila dorata alle spalle, ha proclamato la liberazione” di quello che aveva sempre definito come “l’ultimo bastione dei terroristi nell’est della Libia”.

Haftar, che l’anno scorso stanò jihadisti da Bengasi e la scorsa settimana ha riconquistato il maggiore terminal petrolifero libico per passarlo alle autorità dell’est non riconosciute dall’Onu, pare senza freni. Il suo comando generale è arrivato a lanciare anche un velato monito all’Italia a non pensare nemmeno di installare qualche postazione militare nel sud della Libia “col pretesto della lotta contro l’immigrazione clandestina”: sarebbe “un aperto attacco contro lo Stato libico” contro cui verrebbero prese “tutte le misure” necessarie.

Il generale aveva ordinato la presa di Derna lo scorso maggio, dopo il fallimento di negoziati svoltisi fra l’intensificarsi dei combattimenti iniziato il mese prima. Il tutto al culmine di un assedio in stile medioevale, stretto soprattutto dal luglio scorso, riportando alla mente l’Aleppo della guerra siriana e creando un’emergenza umanitaria.

A Derna, secondo un autorevole analista, è stato a lungo asserragliato un “fronte variegato”

che, oltre a oppositori di Haftar, “include anche simpatizzanti jihadisti ma che combatté contro l’Isis”.

Lo Stato islamico che ne aveva fatto per qualche tempo la capitale del proprio “califfato” in Libia, poi spostata a Sirte, ma nell’aprile 2016 era stato scacciato dagli islamisti del Consiglio (shura) dei Mujahedin della città che comunque, oltre a gruppi locali che si rifanno alla Fratellanza

Musulmana, era composto anche da miliziani del disciolto gruppo terroristico di Ansar Al Sharia.

La presenza di Al Qaida in città è stata comprovata dal recente arresto diAbu Sufian bin Qumu, un ex autista personale di Osama Bin Laden fra l’altro implicato nell’assalto al consolato statunitense di Bengasi dove nel 2012 morirono quattro americani Usa, tra cui l’ambasciatore Christopher Stevens.


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