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“Ho detto io di cooperare”



RUSSIAGATE/TRUMP DIFENDE DON MCGAHN E TORNA AD ATTACCARE IL “FALLIMENTARE NYT”

WASHINGTON. “Ho consentito io al consigliere legale della Casa Bianca, Don McGahn, e a tutti gli altri membri dello staff, di cooperare pienamente con il procuratore speciale Robert Mueller. Inoltre abbiamo consegnato prontamente un milione di pagine di documenti. I più trasparenti nella storia. Nessuna collusio- ne, nessuna ostruzione. Caccia alle streghe”: lo ha twittato Donald Trump dopo le indiscrezioni del New York Times sull’ampia cooperazione fornita da McGahn a Mueller, quando il primo team legale di Trump era per una piena collaborazione con gli investigatori. Da mesi però la linea difensiva è diventata conflittuale, gli avvocati del pre- sidente continuano a rinviare e a dettare le condizioni dell’interrogatorio del tyco- on e quello del chief of staff John Kelly è stato negato. E nonostante la recente campagna di tutti i giornali americani contro i pericolosi attacchi alla stampa del presidente, Donald Trump torna a prendere di mira il New York Times proprio per l’articolo in cui si afferma che il consigliere legale della Casa Bianca Don McGahn ha collaborato ampiamente con il team del procuratore speciale del Russiagate Robert Mueller: “Il fallimentare New York Times ha scritto una storia che ha fatto sembrare che il consigliere legale della Casa Bianca abbia voltato le spalle al predente, quando invece e’ proprio il contrario. E i due reporter fasulli lo sapevano. Questo è il motivo per cui i Fake news media sono diventati il nemico del popolo. E’ così triste per l’America”, ha twittato il tycoon. “Il fallimentare New York Times ha scritto un pezzo falso oggi che presuppone che per il fatto che il consigliere legale della Casa Bianca Don McGahn abbia dato ore di testimonianza al procuratore speciale debba essere un John Dean tipo ‘ratto’ (ma significa anche talpa, come informatore, ndr) - ha rincarato la dose Trump - Ma io ho autorizzato lui ed altri a testimoniare, non avevo e non ho da nascondere”. Il riferimento è alla figura di John W. Dean, il consigliere legale della Casa Bianca all’epoca di Nixon, coinvolto e condannato anche lui nel Watergate dopo aver collaborato segretamente con gli inquirenti. Anche Rudi Giuliani, suo avvocato di punta, ha sostenuto che Don McGahn è “il testimone più forte per il presidente” nell’inchiesta di Mueller.


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