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I 5 Stelle chiudono a Salvini

CRISI/NESSUNO SPAZIO PER UNA RICUCITURA, LA LEGA “SI METTA IL CUORE IN PACE”

di Marcello Campo



ROMA. Indietro non si torna. Il Movimento Cinque Stelle non ha più dub- bi: non c’è più spazio per nessuna ri- cucitura con la Lega dopo il clamoro- so strappo dei giorni scorsi. Nessuna controproposta da parte del partito di via Bellerio, tantomeno quella ecla- tante di Luigi Di Maio a Palazzo Chi- gi, potrà mai modificare le cose.

Anche l’ipotesi di “far decantare la situazione”, avanzata dal sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon, viene bruscamente respinta al mittente. “Tenere lontano dal gover- no Salvini è ormai diventato un dove- re democratico”, tuona il senatore M5s Primo Di Nicola.

“Salvini si metta l’anima in pace: non siamo al cinema”, incalza un al- tro pentastellato, Cristian Romaniel- lo. Durissimo contro il ministro del- l’Interno anche il blog delle Stelle.

Su un lungo post quello che for- malmente è ancora l’alleato di gover- no viene trattato come un avversario politico, con toni già da campagna elettorale: “Anche oggi i ministri Lega si dimettono domani. Salvini ha pro- vato a fregarci tutti, ma alla fine si è fregato lui”.

Insomma, la formula usata dal capo politico - “la frittata e fatta” - resta valida. Il Movimento chiude ogni spi- raglio che in qualche modo punti a ri- mettere indietro le lancette di questa crisi la cui soluzione resta tuttora un rebus di difficile soluzione. A questo punto, occhi puntati su Giuseppe Conte e le sue attesissime comunicazioni in programma alle 15 di martedì nell’Au- la di Palazzo Madama.

Al di là delle febbrili consultazio- ni tra i partiti di questi giorni sugli sce- nari futuri, sarà il premier a decidere come e quando muovere il primo pas- so, avviare alla crisi in seguito a un voto parlamentare o recandosi diret- tamente al Colle per rimettere il suo mandato. Nel frattempo, anche oggi, un nuovo violentissimo round dello scon- tro frontale tra il Presidente del Consiglio e il titolare del Viminale sul tema dei migranti.

Conte decide di inviare una seconda lettera a Salvini in cui ritiene ne- cessario autorizzare lo sbarco imme- diato delle persone di età inferiore agli anni 18 presenti sulla nave Open Arms. Pochi minuti dopo la Lega fa sapere che lo sbarco “dei presunti minori è una scelta di esclusiva responsabilità del premier”.

Quindi in una lunga e articolata let- tera, Salvini risponde che suo malgra- do, accetta la decisione di Conte. Il trasbordo dei minori dalla nave non era ancora partito che fonti dei Cinque Stelle tornavano ad attaccare il “Capitano”: “Salvini parla da mini- stro di quale governo? Salvini ha fat- to cadere il governo e pretende anco- ra di fare il ministro. Parla da mini- stro, ma per conto di chi e di cosa se ha detto che vuole sfiduciare il gover- no? Si dimetta se ha un briciolo di coerenza”.

Ma se i rapporti interni a quella che si può definire l’ex maggioranza sono ai minimi termini, anche all’in- terno del Pd non regna certo la con- cordia.

A dividere le varie anime dem è sempre l’eventuale alleanza di governo con i pentastellati. Matteo Renzi ri- badisce la necessità di un “governo istituzionale”, definendo quindi “fol- le” l’ipotesi di votare a ottobre. Sul fronte radicalmente opposto Carlo Ca- lenda che si dice pronto a lasciare i dem ove mai non si andasse al voto: “Con i grillini il Pd è finito. Elezioni subito o farò un altro partito”, scrive su twitter. Anche il partito azzurro ri- badisce di volere le urne prima possi- bile : “Basta con acrobati, giocolieri e funamboli della politica: Forza Ita- lia - osserva Giorgio Mulè - chiede e ripete con coerenza di tornare al voto e restituire la parola agli elettori

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