I derivati sono l’effetto, non la causa
- 15 nov 2017
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MPS/LA COMMISSIONE BICAMERALE D’INCHIESTA ACCELERA. M5S CHIEDE DI AUDIRE ANCHE DRAGHI. PARLANO I MAGISTRATI
ROMA. La Commissione bicamerale d'inchiesta preme sull'acceleratore delle indagini dei dissesti bancari degli ultimi anni in Italia e si prepara a chiamare in audizione prima di Natale i due massimi esponenti degli organi di vigilanza: il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e il presidente di Consob Giuseppe Vegas. E il M5S torna a chiedere di audire l'attuale presidente della Bce nonché ex governatore di Bankitalia Mario Draghi sulla vicenda Mps e l'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni sulla Banca Etruria. Dopo aver 'liquidato' la settimana scorsa la vicenda degli istituti veneti, ieri si è aperto l'altro delicato capitolo della storia bancaria degli ultimi anni, quello del Monte dei Paschi di Siena. Ad avviare il cursus sono stati i due sostituti procuratori presso il Tribunale di Milano, Giordano Baggio e Stefano Civardi, che iniziarono a indagare sulla banca senese nel 2012. Le indagini partirono quell'anno, hanno spiegato, dopo esposti anonimi inviati alla Consob e non per segnalazioni dalla Vigilanza, an- che se nelle successive attività investigative i verbali ispettivi di Bankitalia indicarono criticità "evidenti". La Consob quindi dopo alcuni "accertamenti preliminari" inoltrò l'esposto alla Procura di Milano. La crisi di Mps, ha spiegato però Civardi, va avanti da tempo e non può essere letta come conseguenza delle operazioni in derivati Alexandria e Santorini che "servirono ad occultare le perdite quindi a risolvere problemi". Il dissesto è piuttosto da inquadrare "in una crisi di sistema: Mps aveva tanti titoli di Stato, una quota doppia rispetto alle altre banche ed è chiaro che quando scoppia a fine 2010 il problema del debito sovrano soffre più delle altre". I magistrati milanesi hanno raccontato poi che i manager del vecchio Mps (ai quali, hanno tenuto a precisare, non possono esser paragonati i successori Profumo e Viola che fecero emergere perdite nascoste per 700 milioni di euro) avevano messo in atto "un imponente scudo di somme di denaro". L'operazione era emersa in seguito a un sequestro da parte delle Procure di Milano e di Siena a carico dei gestori del broker di Enigma, agenzia coinvolta nell'indagine in corso sul Monte. Il broker, d'accordo con alcuni manager delle banche, "aveva aperto una serie di conti correnti in giurisdizioni offshore". E in parti- colare è emerso che Gianluca Baldassarri, capo dell'area finanza di Mps, ha scudato somme per 17,8 milioni di euro. Quanto all'altra grande spina nel fianco e causa del dissesto di Mps, ovvero l'acquisto di Antonvenetanel 2008 al prezzo spropositato di 9 miliardi di euro, Baggio ha osservato che fu comprata "una banca a scatola chiusa" e che fu "una decisione infelice". Ma comunque, che per questo acquisto fosse stata pagata una "stecca" non è mai stato trovato un riscontro. Mentre si attendono le audizioni di Visco e Vegas, i membri M5S della commissione hanno detto ieri che non si può approfondire al meglio il caso Mps se non si ascolta Draghi che "al tempo dello sciagurato acquisto di Antonveneta da parte di Siena era governatore di Bankitalia e non batté ciglio malgrado l'operazione fosse orchestrata dai vertici del Monte senza nemmeno una due diligence dell'istituto rilevato dal Santander". Sul tema delle banche interviene anche il segretario del Pd, Matteo Renzi: "Sulle banche non ho nessuna difficoltà a parlare - ha detto parlando in provincia di Vicenza - perché ci ho messo la faccia sulla riforma delle popolari, che ha permesso di far emerge tutte le schifezze fatte su questo territorio dai vostri banchieri e manager aiutati da Bankitalia e Consob, che non hanno vigilato, e in parte anche dalla politica".
















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