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I figli separati dai genitori



L’IMMORALE E INEFFICACE POLITICA DI TRUMP SULL’IMMIGRAZIONE

"Non si dovrebbero separare i bambini dai loro genitori, è traumatico e terrificante per i bambini". Così il conduttore radiofonico conservatore Hugh Hewett mentre cercava di fare vedere le conseguenze del nuovo provvedimento usato al confine col Messico a Jeff Sessions, il ministro della Giustizia degli Stati Uniti. Sessions aveva annunciato la direttiva come parte della tolleranza zero per limitare il numero dei migranti che cercano di entrare negli Stati Uniti. Sessions ha spiegato che coloro i quali entrano in America senza permesso legale hanno commesso un reato e quindi vanno arrestati e esattamente come in altri casi criminali i figli vengono separati dai genitori. Sessions si sbaglia quando dice che chiunque entri negli Stati Uniti senza documenti sia necessariamente un criminale. Alcuni lo fanno alla ricerca di asilo politico e bisogna dunque determinare la ragione per l’apparente trasgressione. Chiedere asilo politico è un diritto universale. Condannare tutti senza sapere i dettagli non è contrario alla legge americana secondo la quale si è innocenti fino a prova contraria. Ciononostante, da quando Donald Trump è alla Casa Bianca, l’Immigration e Customs Enforcement (Ice), l’agenzia incaricata dell’im- migrazione, ha condotto una politica aspra con deportazioni che a volte hanno sconvolto famiglie residenti in America da molti anni. La separazione dei figli dai nuovi arrivati alla frontiera è il più recente provvedimento usato come deterrente per ridurre le entrate di gente disperata che spesso fugge alla situazione tragica dell’America Centrale, ma anche di altri Paesi, costretta a rischiare la vita alla ricerca di un futuro migliore. La linea dura dell’amministrazione Trump sul- l’immigrazione però non sta funzionando né dal punto di visto pratico né da quello morale. La separazione dei figli dai genitori, che Sessions condanna prima che vengano giudicati, contra- sta con l’idealismo degli Stati Uniti che sono una nazione di immigrati. Un’idea che l’attuale inquilino della Casa Bianca non ha mai usato nella campagna politica né con la sua ammini- strazione. Per Trump bisogna fermare tutti gli immmigranti perché rappresentano un pericolo per la sicurezza. Difficile capire come gente che sfugge alle guerra e alle gang di narcotrafficanti dell’America Centrale possa causare pericoli pergli americani. La American Civil Right Union (Aclu) ha de- nunciato il governo americano accusando l’am- ministrazione Trump di mettere in carcere indivi- dui innocenti che cercano asilo politico. Nel frat- tempo continuano le separazioni dei figli dai ge- nitori con effetti persino imbarazzanti. Quando i figli sono separati dai migranti vengono conse- gnati a funzionari del Dipartimento Health e Human Services (Hss) che li detiene in centri inadeguati, spesso senza riscaldamento, in me- dia una trentina di giorni. Alla fine verranno dati in affido a delle famiglie che possono prender- sene cura. Recentemente si è saputo che 1550 di questi giovani sono scomparsi e il governo non sa dove sono andati a finire. Alcuni saranno scappati di casa ma altri non hanno risposto alle richieste di informazioni fatte dall’Hss. Un pu- gno nell’occhio all’amministrazione Trump, in- capace di gestire i figli dei migranti i cui genitori sono stati arrestati come criminali comuni. La linea dura di Trump nei confronti degli immigrati non funziona nemmeno dal punto di vista pratico. L’uso della Guardia Nazionale di parecchi Stati al confine col Messico non ha ottenuto i risultati sperati dall’attuale inquilino della Casa Bianca. Negli ultimi tre mesi il numero di arresti alla frontiera è salito a 50 mila, 3 volte lecifre del 2017. Il 45esimo presidente non è dun- que affatto contento con Kirstjen Michele Nielsen, il segretario della Homeland Security che include l’Ice, la quale è stata sul punto di dimettersi a causa dei rimproveri in pubblico ri- cevuti dal suo capo. Come spesso fa, l’attuale inquilino della Casa Bianca, non accetta responsabilità e cerca di assegnare la colpa ad altri. In un suo tweet, Trump ha accusato i democratici delle pessime leggi che causano l’insicurezza alla frontiera. Dimentica ovviamente che lui è il presidente e che il suo partito controlla ambedue le Camere. Se si tratta di cambiare le leggi dovrebbe dunque avere tutte le armi necessarie per farlo. Trump però non ha fatto nulla per migliorare la questione dell’immigrazione usandola invece per creare insicurezza, sostenendo che gli Stati Uniti sono sotto assedio dall’esterno. L’altra sua soluzione, ripetuta ad nauseam durante la campagna elettorale, è l’idea della costruzione del famoso muro al confine col Messico. I legislatori repubblicani però non lo vedono come soluzione e non hanno stanziato i fondi necessari. Ma anche se il muro fosse costruito non risolverebbe il problema che ha radici molto profonde al di fuori degli Stati Uniti. Inoltre non risolverebbe la questione di tutti gli immigrati irregolari poiché il 40 percento viene in aereo con visto di studente o di turista e poi decide di rimanere negli Stati Uniti. Ma questi “criminali” sono in linee generali europei o canadesi, invisibili all’ottica di Trump. L’immigrazione nella storia americana è sempre stata una questione spinosissima. Durante l’amministrazione di Barack Obama ci sono stati degli sforzi per risolvere almeno in parte e temporaneamente la questione. Ciononostante, Obama, democratico, con due Camere controllate dai Repubblicani, fece poco progresso. Trump ha usato la paura creata dalla cosiddetta “invasione” degli emigranti mescolandola al terrorismo, per ottenere consensi alle urne, come sta avvenendo anche in Europa con i politici populisti. Non ha però fatto nulla per risolvere la triste situazione delle forze politiche e economiche che costringono la gente dell’America Centrale e del Messico ad abbandonare i loro Paesi. Ciò richiederebbe una politica internazionale diametralmente opposta all’egoismo dell’America First auspicata da Trump.


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