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I magistrati giù dalla Torre



PROCESSI AGGIUSTATI, 22 PERSONE ARRESTATE. AL CENTRO L’INTERO UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE

TORRE ANNUNZIATA (Napoli). Quello stabilito era un vero e proprio tariffario, con percentuali del 10% per ogni sentenza liquidata. Ma se l'avvocato era un ''cliente'' abituale, allora poteva avere diritto a una ''promozione'', come nel caso in cui un professionista ha beneficiato di un ''prezzo forfettario'' di 700 euro per tre sentenze favorevoli. C'era questo e molto altro dietro il giro di presunte ''sentenze pilotate'' su incidenti veri e falsi portato a galla dalla Procura di Roma e che ha visto ieri mattina la Guardia di Finanza di Torre Annunziata (Napoli) eseguire un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip capitolino a carico di 22 persone, tra le quali spiccano tre giudici di pace, diversi avvocati e periti, un medico e due rappresentanti delle forze dell'ordine, uno dei quali avvicinato da un indagato che - venuto a sapere dell'inchiesta - aveva chiesto la sua intercessione.Recuperati anche circa 30.000 ritenuti provento della condotta illecita. Èun terremoto quello che si è abbattuto sull'ufficio del giudice di pace di Torre Annunziata e sul circondario di competenza degli uffici oplontini: in carcere sono finiti tra gli altri i giudici onorari Antonio Iannelloe Raffaele Ranieri, numerosi avvocati (c'è anche l'ex consigliere comunale del Pda Castellammare di Stabia, Rodolfo Ostrifate) e un medico. Ai domiciliari è stato invece posto il terzo giudice coinvolto PaoloFormicola.Altre cinque persone risultano indagate. Le accuse più pesanti sono a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, truffa aggravata e falso. L'inchiesta condotta dalla Procura di Roma e dalla Guardia di Finanza ha fatto emergere un quadro a tinte fosche della condotta giudiziaria all'interno del Giudice di pace di Torre Annunziata, mettendo in risalto come giudici e avvocati fossero in praticad'accordo, tanto che le indagini - condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, con l'ausilio di riprese catturate da microtelecamere piazzate negli uffici e negli studi degli indagati - hanno portato alla ribalta come in un caso giudice e avvocato si fossero dati appuntamento per scrivere a quattro mani la sentenza e come, durante l'incontro, il legale si fosse rivolto al suo interlocutore per segnalare come ''il mio onorario è troppo alto, non esageriamo altrimenti se ne accorgono''. Le telecamere poste dai finanziari di Torre Annunziata hanno inoltre catturato il momento in cui nel suo studio uno dei giudici coinvolti si vede sventolare sotto al naso una mazzetta: ''Scrivi bene'' l'ammonimento dell'avvocato videoregistrato. In un'altra circostanza la Finanza ha documentato una sorta di ''processione'' all'esterno dello studio dello stesso giudice poi arrestato, una fila di persone pronte a corrispondere il compenso in denaro. Sempre lo stesso giudice, infine, distingue le persone perbene da quelle che ''non sanno campare'', ponendo tra queste ultime i soggetti che non rispettavano le scadenze per i pagamenti pattuiti.


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