I raggi cosmici su Cheope
- Redazione

- 3 nov 2017
- Tempo di lettura: 2 min

LA RADIOGRAFIA MUONICA RIVELA UN’ENORME CAVITÀ NEL CUORE DELLA PIRAMIDE
MILANO.Il“cuore”dellapiramidedi Cheope custodisce un nuovo intrigante mistero: si tratta di una cavità lunga almeno 30 metri, individuata grazie ad una speciale “radiografia cosmica” fatta sfruttando la pioggia di particelle “figlie” delle stelle che bombardano la Terra. La scoperta è annunciata su Nature dai fisici e dagli archeologi del progetto internazionale Scan Pyramids, che da due anni stanno scrutando nelle viscere della più grande e antica delle tre piramidi della piana di Giza,vicinoal Cairo,usando tecniche di indagine non invasive. “Questa scoperta dimostra che la fisica delle particelle non serve solo a studiare l’universo e i meccanismi fondamentali della materia, ma può avere molte applicazioni pratiche”, spiega Luca Lista, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) a Napoli.“Nellostudio della piramide, in particolare, è stata usata una tecnica chiamata radiografia muonica, che al posto dei raggi X sfrutta particelle subatomiche dette muoni :simili agli elettroni,maconuna massa 200 volte più grande, sono prodotti dall’interazione dei raggi cosmici provenienti dallo spazio con l’atmosfera terrestre. Anche se non li vediamo, i muoni ci bombardano continuamente e possono attraversare persino la roccia per diversi chilometri”. E’ proprio “leggendo” il loro cammino attraverso la materia che è possibile svelare la presenza di cavità, “nelle piramidi come nei vulcani,negli edifici e nei container”, sottolinea Lista. “Anche noi dell’Infn, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), l’abbiamo usata nel sottosuolo del centro storico di Napoli, per studiare le cavità circostanti il tunnel borbonico grazie a rivelatori simili a quelli usati per le misure sullo Stromboli e sul Vesuvio”. La stessa tecnica era già stata sperimentata negli anni Sessanta per violare i segreti della piramidediChepren,ricordaLista,ma allora non erano state trovate cavità segrete. Tutt’altra storia nella piramide di Cheope .La rilevazione di una prima anomalia aveva portato i ricercatori di ScanPyramids ad annunciare, nell’ottobre 2016, la scoperta di un corridoio localizzato vicino alla parete nord. Ora una seconda anomalia, individuata nel marzo 2016 e studiata per un anno con diversi tipi di radiografia muonica, ha permesso di individuare questa nuova cavità: posta al di sopra della Grande Galleria, di cui ricalca le dimensioni, potrebbe avere una disposizione orizzontale o leggermente inclinata. E’ ancora da chiarire se si tratti di un corridoio, di un insieme di stanze oppure - come sostengono alcuni egittologi - di un semplice “buco” lasciato durante la costruzione della struttura.
















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