I Savoia in Italia: “Operazione umanitaria”
- 29 dic 2017
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IL RITORNO DELLE SPOGLIE DEI REALI/GENTILONI MINIMIZZA LA TRASLAZIONE
TORINO. Nessun revisionismo storico, la traslazione delle salme di Vittorio Emanuele III e della regina Elena è stata una operazione umanitaria. Nel giorno del 70/ esimo anniversario della morte del Savoia, re d'Italia dal 1900 al 1946, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni chiude le polemiche sul rientro in Italia dei resti dei Savoia. "Una vicenda privata trattata in modo umanitario", sottolinea il premier, che nella conferenza stampa di fine anno respinge in modo categorico le richieste di chi vorrebbe vedere i sovrani seppelliti al Pantheon di Roma: "Non sta né in cielo né in terra". Sono tanti i nostalgici e i curiosi presenti al Santuario di Vicoforte, nel Cuneese, per la prima celebrazione ufficiale da quando, lo scorso 17 dicembre, i resti di Vittorio Emanuele III sono stati tumulati nella cappella di San Bernardo, provenienti da Alessandria d'Egitto, dove morì il 28dicembre di 70 anni fa. Dopo la Messa, il professor Aldo Alessandro Mola, storico e presidente della Consulta dei senatori del Regno, ringrazia a nome della principessa Maria Gabriella quanti hanno propiziato la traslazione. "L'approdo delle salme in Italia era dovuto per ricomporre la memoria della storia nazionale", dice ricordando il sovrano, le ombre del sostegno al fascismo e della firma sulle leggi razziali ad offuscarne la memoria, come un uomo "colto, schivo e fattivo". La sua monarchia, sostiene, "fu il bastione contro il regime di partito unico e l'estremismo degli imitatori nostrani del nazionalsocialismo". E nel 1943, l'Italia sconfitta e divisa, "salvò la continuità dello Stato" dando inizio al miracolo della Ricostruzione. Di fronte al Santuario, c'è anche però chi protesta. Come Marita Rosa, insegnante in pensione di 66 anni e nipote di un disperso in Russia. "Quando torneranno in patria le salme dei tanti soldati italiani mandati al macello da Vittorio Emanuele?", si legge su un cartello appeso al collo della donna, secondo cui "la memoria non si cancella". Proprio come sostiene il premier Gentiloni, convinto che la traslazione dei Savoia in Italia sia stata "utile per ricordare delle cose atroci, tra cui le leggi razziali" e non un tentativo di riabilitazione. Che, per altro, non avrebbe "nessun ascolto da parte delle istituzioni". Perché le "comprensibili ragioni umanitarie - conclude - non hanno nulla a che fare con revisionismi storici".
















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