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I turchi conquistano Afrin


SIRIA/OCCUPATA L’ENCLAVE CURDA. ASSAD VISITA I SUOI SOLDATI A GHUTA


ROMA. Le bandiere rosse con la mezzalu- na sventolano nel centro di Afrin. Le forze armate turche e le milizie siriane loro allea- te sono entrate nel centro dell’enclave curda, concludendo di fatto l’operazione avviata due mesi fa per mettere in sicurez- za il confine. Il presidente Erdogan ha dato l’annuncio in un bagno di folla, anche se i pochi miliziani curdi rimasti in città hanno giurato che non si arrenderanno.

Sull’altro fronte di guerra, la Ghuta orientale, è sempre più forte la stretta di Dama- sco contro i ribelli, tanto che lo stesso Bashar al Assad ha fatto visita alle sue truppe, che gli stanno riconsegnando il controllo quasi completo del Paese. Erdo- gan ieri celebrava il 103esimo anniversa- rio della vittoria nella battaglia di Gallipoli, con la quale l’impero ottomano respinse l’invasione degli Alleati durante la prima guerra mondiale: la migliore occasione per proclamare il trionfo della sua campagna per liberarsi dai “terroristi” curdo-siriani dell’Ypg e scongiurare il pericolo di un loro asse con il Pkk, che da decenni combatte in Turchia per la nascita di uno stato cur- do indipendente.

“Questa mattina, unità dell’Esercito Libero Siriano hanno preso il controllo del centro di Afrin”, ha reso noto il leader tur- co, riferendosi alle milizie che hanno con- dotto l’operazione al fianco delle forze ar- mate di Ankara. “La maggior parte dei ter- roristi sono fuggiti e ad Afrin sventolano i simboli di pace e sicurezza al posto dei loro stracci”, ha aggiunto sprezzante.

Le immagini diffuse dai media hanno immortalato i soldati ammainare i vessilli dei curdi ed issare le bandiere turche e si- riane in un edificio pubblico dell’enclave curda. E persino un bulldozer che abbat- teva una statua di Kawa, figura mitologica per i curdi. Gli attivisti siriani dell’opposi- zione in esilio, l’Osservatorio per i diritti umani, hanno confermato che le forze tur- co-siriane controllano oltre la metà di Afrin

e che rimangono soltanto poche sacche di resistenza. Mentre sono circa 200mila i civili costretti a fuggire.

I curdi hanno di fatto ammesso la scon- fitta, affermando che adesso la guerra “con- tro l’occupazione della Turchia entra in una nuova fase”. D’ora in avanti si passerà dallo scontro diretto alla guerriglia, “col- pire e scappare”, fino alla liberazione, ha assicurato un alto funzionario. E le milizie dell’Ypg “si trasformeranno in un incubo continuo” per i turchi e i loro alleati.

L’unica incognita, a questo punto, è rappresentata dal possibile attrito fra tur- chi e i curdi supportati dagli Usa che com- battono l’Isis. Un loro portavoce ha spie- gato che la campagna anti-jihadisti nel nord-est è sospesa per i fatti di Afrin. E alcuni combattenti si sarebbero diretti ver- so l’enclave appena caduta per dare manforte a coloro che resistono. In ogni caso, non c’è solo Erdogan a godersi la vittoria. Il vero trionfatore di questa interminabile guerra civile, che in sette anni ha devastato la Siria provocan- do centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati, appare sempre di più Assad, con il sostegno decisivo di Vladimir Putin. Ieri il padre-padrone del Paese ha raggiunto le sue truppe a Ghuta est. La tv lo ha mostra- to accanto ad un tank mentre parlava sor- ridente con i soldati in festa.

Ormai l’esercito regolare, grazie all’ap- poggio dei russi, controlla oltre l’80 per- cento di quest’area alle porte di Damasco, roccaforte dei ribelli dal 2012. Anche que- sto capitolo si avvia alla conclusione, at- traverso le armi. In spregio agli innumer


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