I Verdi gelano i Cinque Stelle
- Redazione
- 27 set 2019
- Tempo di lettura: 2 min
BRUXELLES/DIFFIDENZA PER UN GRUPPO “NON IN LINEA CON I CRITERI DEMOCRATICI”
di Giuseppe Maria Laudani

BRUXELLES. Parte in salita il dialogo fra il gruppo dei Verdi e la delegazione M5S al Parlamento europeo, con i primi che pongono tutta una serie di paletti a cominciare dallo statuto del Movimento, mentre i Cinque stelle ostentano un certo ottimismo. Un percorso che vede il Movimento impegnato da mesi alla ricerca di una sistemazione e di una casa politica a Strasburgo, per uscire dal gruppo dei non iscritti, con l’obiettivo di contare di più in Europa. Ma pesano le resistenze di diversi europarlamentari, a cominciare dai Verdi tedeschi, che invocano le divergenze su molti dossier, come quello sul voto a von der Leyen, ma anche le contrapposte identità di pensiero. Al cammino europeo fanno da contraltare le polemiche in Italia sulle emorragie e gli eventuali fuoriusciti dal Movimento. Fughe che in Europa non vengono neanche prese in considerazione da fonti pentastellate, che invece invocano una compattezza a fronte di ipotetiche scissioni. “L’incontro tra la nostra delegazione e quella dei Verdi è stato positivo”, ha detto Tiziana Beghin, capo delegazione del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo, dopo l’incontro con i Verdi, sottolineando come “da entrambe le parti si sia registrata la volontà di chiarire le rispet- tive posizioni proseguendo il dialogo, con spirito leale e costruttivo, a partire dai prossimi giorni”. Ma all’ottimismo espresso da Beghin hanno fatto da contraltare le esternazioni dell’eurodeputato Verde Philippe Lamberts, che interrogato sulle aspettative per l’incontro odierno ha definito i 5stelle “un’organizzazione che non è un partito, ma un’azienda nelle mani di una sola persona”. E questo “non è in linea con i criteri democratici”, ha chiosato il copresidente dei Verdi. Per avere una “cooperazione strutturale” con il M5s “gli ostacoli devono essere rimossi”, ha sottolineato il belga ricordando che con la fine della coalizione con la Lega, un “importante ostacolo è stato eliminato”. Ma, a suo dire, “se Salvini non avesse tentato il suo colpo quest’estate, il M5s sarebbe ancora insieme alla Lega”. Se Lamberts non ha lesinato critiche, le valutazioni più critiche sono arrivate proprio da destra con l’eurodeputato leghista Marco Zanni, (ex 5stelle) che prevede “la fine e lo scioglimento graduale del M5s” grazie all’alleanza con il Pd”. “Credo che prima o poi entreranno nel gruppo dei Verdi, o nel gruppo di Macron”, ossia Renew Europe, ha aggiunto il presidente di Identità e democrazia. “Non riuscire a entrare” in uno dei due “sarebbe l’ennesimo smacco di una strategia completamente sbagliata. Sarebbe la terza volta che prendono una porta in faccia a richieste di ingresso in un gruppo politico”. Proponendosi come forza post-ideologica, né di destra né di sinistra, i 5stelle hanno cercato di creare alleanze anche con la sinistra Gue e con i neo Liberali di Verhofstadt con l’obiettivo di evitare l’irrilevanza politica al Parlamento europeo. Tentativi che però non sono andati a segno e che potrebbero ripetersi anche nel futuro corteggiamento con i Verdi.
















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