Il Black Job della politica
- 4 mag 2018
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CORRUZIONE/SCANDALO NEL CATANESE: ACCERTAMENTI OCCULTATI IN CAMBIO DI VOTI E FAVORI
CATANIA. Fascicoli scomparsi, richieste di sanzioni annullate, rateizzazioni al minino in cambio non di soldi, ma di favori: voti dagli imprenditori aiutati, e un soccorso politico alla Regione per ottenere promozioni o assunzioni in strutture pubbliche. È quanto emerge dall'inchiesta 'Black Job' della Procura di Catania su indagini della guardia di finanza sull'Ispettorato del Lavoro di Catania che ha portato agli arresti domiciliari l'ex deputato regionale dei centristi Marco Forzese, 55 anni, l'ex consigliere comunale di Fi Antonino Nicotra, 59 anni, il direttore dell'Ufficio Domenico Tito Amich, 65 anni, e la responsabile legale Maria Rosa Trovato, 60 anni. Interdetti dalle loro attività Francesco Luca, ex rappresentante legale dell'Enaip e attuale direttore sanitario dell'Asp di Catania, l'attuale legale dell'Enaip, Ignazio Maugeri, il commercialista Giovanni Patti, e gli imprenditori Orazio Emmanuele e Salvatore Calderaro. Uno dei metodi utilizzati era, per esempio, fare sparire i fascicoli delle ingiunzioni per renderne nullo il pagamento, anche in caso di ricorso. Sono le telecamere nascoste all'Ispettorato dalle Fiamme gialle che inquadrano Forzese mentre è con Calderaro ("È venuto da Castel di Judica, dove, devi sapere, che io sono uno dei più votati grazie a questo signore qua..."diceilpoliticoaAmich).La pratica non si può 'sanare': la soluzione è semplice, la si nasconde. Prelevano l'incartamento dal tavolo e Calderaro lo nasconde sotto il giubbotto, portandolo via. Il fascicolo è stato trovato ieri mattina dalla guardia di finanza a casa dell'imprenditore. L'episodio risale all'ottobre del 2017 con Forzese candidato, non rieletto, alla Regione Siciliana. È uno dei quattro episodi contestati dalla Procura di Catania nell'inchiesta sottolineando che dalle indagini della guardia di finanza è emerso "un continuo scambio di utilità (pacchetto di voti, incarichi alla Regione Siciliana, assunzioni in ospedali e fornitura beni) con l'illegittima archiviazione diverbalioriginatidaaccertamenti ispettivi dai quali sono emerse violazioni per lavoratori irregolari o in nero".
Una tesi condivisa dal Gip Giuliana Sammartino che nel provvedimento rileva come Forzese e Nicotra "a prescindere dal fatto che rivestano o meno cariche attuali, sono risultati attivi nel coltivare clientele e crediti politici anche in previsione delle imminenti elezioni Comunali di Catania". La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per entrambi, ma il Gip ritiene che gli arresti domiciliari siano "sufficienti per interrompere i collegamenti illeciti e lo scambio di utilità con i contesti politici e clientelari". Nel disporre gli arresti domiciliari di Amich(ancheperluieperTrovato i Pm avevano chiesto il carcere), il Gip parla di un "mercimonio sistematico" messo in atto dal direttore dell'Ispettorato del lavoro, "privo di remore delle sue funzioni perpetuato con abitualità" e "disponibile a strumentalizzare le sue funzioni a beneficio dei politici in vista di un'utilità". A questo proposito il Gip cita il passaggio di ringraziamentoall'ex presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, grazie al quale aveva avuto la conferma del suo incarico a Catania: "lei può contare su di me a qualunque livello, lei lo sa benissimo. Soltanto questo ci tenevo a dirle...". Le indagini della guardia di finanza si sono valse anche delle testimonianze di funzionari dell'Ispettorato del lavoro di Catania che hanno collaborato. L'inchiesta è coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall'aggiunto Sebastiano Ardita, che dirige l'area reati contro la pubblica amministrazione, e dal sostituto Fabio Regolo. Sabato si terranno gli interrogatori di garanzia davanti al Gip Giuliana Sammartino.
















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