Il capolavoro dimenticato
- Redazione

- 22 set 2018
- Tempo di lettura: 2 min

SALVATOR MUNDI/IL QUADRO DI LEONARDO PER 50 ANNI IN LOUISIANA
NEW YORK. Ignorato per decenni sulle pareti di una casa in stile “plantation” della Louisiana. Aggiungendo un tassello alla travagliata storia del Salvator Mundi, il Wall Street Journal ha scoperto che fino ad oggi e per quasi 50 anni i proprietari del celebre quadro non avevano nutrito il minimo sospetto di avere avuto in famiglia un’opera da Guinness. Lo scorso novembre da Christie’s l’erede al trono saudita Mohammed bin Salman ha pagato 450 milioni di dollari per il quadro recentemente riattribuito a Leonardo, ma gli eredi del piccolo indu- striale di Baton Rouge, Basil Clovis Hen- dry Sr, erano convinti di aver fatto un buon affare quando i galleristi Robert Simon and Alexander Parrish lo avevano acquistato nel 2005, alla morte del padre, per circa 10.000 dollari. Strano ma vero: la figlia di Mr. Hendry, la bibliotecaria in pensione Susan Hendry Tureau, ha appreso solo la scorsa settimana che “il quadro di famiglia” era stato riattribuito a Leonardo. Suo padre, che aveva ricevuto il quadro nel 1987 alla morte di una zia, Minnie Stanfill Kuntz, che “viaggiava spesso in Europa” col marito, non aveva mai considerato il Salvator Mundi la rarità che si è poi rivelato, ha detto la donna al quotidiano finanziario. Incrociando fotografie, cataloghi d’aste, necrologi e documenti di viaggio, il Wall Street Journal ha ricostruito che nel giugno 1958 i Kuntz tornarono da un viaggio in Europa 12 giorni dopo che un ritratto di Cristo attribuito all’allievo della “scuola di Leonardo” Giovanni Boltraffio fu battuto da Sotheby’s a Londra per 45 sterline, l’equivalente di 120 dollari. La Kuntz Private Collection USA venne indicata all’epoca come entità acquirente nei registri della casa d’aste. “Tutto quel che so è che il compratore da Sotheby’s nel 1958 era Kuntz. Collezionista? Gallerista? Spedizioniere? Pseudonimo?”, si era schermito nel 2005 Simon, il gallerista che aveva comprato il caso dagli eredi Hendry. Lo stesso Simon ha dato al Wall Street Journal la foto del quadro appeso sulle scale di una casa: “Casa di papa’” ha confermato la Hendry Tureau. Dopo l’acquisto, Simon e Parrish avevano fatto pressioni sul mondo dell’arte perché il quadro fosse restaurato e la sua attribuzione rivisitata come un capolavoro del maestro del rinascimento: uno dei meno di venti Da Vinci sopravvissuti al passare del tempo. “Non riesco a credere che abbiamo avuto in casa questo quadro per tanto tem- po senza sapere che cosa fosse”, ha detto l’ex bibliotecaria al Wsj. La storia del Salvator Mundi è un “patchwork” di provenienze che include reali britannici, oligarchi russi e sceicchi. Al centro di illazioni sia sulle origini che sull’attribuzione, il quadro doveva essere installato nelle gallerie del Louvre di Abu Dhabi il 18 settembre, ma il suo debutto è stato recentemente rinviato sine die.
















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