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Il ceceno Chataev ideatore dell’attacco

  • 2 lug 2016
  • Tempo di lettura: 2 min


ISTANBUL. È sempre più forte la pista che porta ad una cellula caucasica dell'Isis dietro l'attacco all'aeroporto Ataturk di Istanbul, che martedì sera ha causato 44 morti.

Gli investigatori turchi hanno dato un nome a 2 dei 3 kamikaze e sono convinti di aver individuato la 'mente' che li ha guidati. Si tratta del jihadista ceceno supericercato Ahmed Redjapovic Chataev, che per l'intelligence è ora affiliato allo Stato islamico e si troverebbe nella sua roccaforte di Raqqa, in Siria.

Un sospetto che trova forti riscontri anche tra gli apparati di sicurezza Usa. Le indagini prose- guono serrate. Un nuovo blitz compiuto all'alba nella periferia europea di Basaksehir ha portato all'arresto di altri undici stranieri, portando a 24 il totale delle per- sone fermate a vario titolo per l'at- tacco. Tra loro, ci sono diversi presunti combattenti stranieri provenienti dal Caucaso e dall'Asia centrale.

Da quella zona, aveva avvisa- to il Cremlino, provengono dai 5 ai 7 mila soggetti radicalizzati, che in questi anni si sono uniti all'Isis in Siria e Iraq. Come i 3 kamikaze dell'aeroporto, due dei quali adesso hanno un nome: Rakim Bulgarov e Vadim Osmanov. Quest'ultimo è l'uomo che ha affittato nel quartiere storico di Fatih l'appartamento che per 32 giorni è stato il loro covo. Entrambi avevano passaporto russo. Resta ancora da accertare l'identità del terzo uomo.

Gli investigatori stanno cercando di recuperare informazioni an- che dall'hard disk di un computer distrutto, appartenuto ai terroristi e ritrovato in un cestino della spazzatura vicino alla loro abitazione. Lì, potrebbero essere nascoste notizie-chiave sulla preparazione e le complicità dell'attacco.

A reclutare i kamikaze e a pre- parare a distanza la loro azione sarebbe stata la 'primula rossa' cece- na Ahmed Chataev, ritenuto a capo di una cellula caucasica del- lo Stato islamico impegnata in azioni terroristiche in Russia ed Europa, con almeno 130 combattenti

operativi. Detto il 'monco', perché privo di un avambraccio, è un reduce della seconda guerra cece- na.

In queste ore si scava sul suo passato, fatto di una lunga permanenza in Europa, dove è stato più volte arrestato ma mai estradato in Russia in virtù del suo status di rifugiato politico, con- cesso nel 2003 dall'Austria.

Nel 2008 ha trascorso alcuni mesi in prigione in Svezia per traffico di armi. Le sue tracce emergono anche in Bulgaria, dove è stato arrestato nel maggio 2011 su mandato di cattura dell'Intero richiesto dalla Russia. Ma un tri- bunale ne negò l'estradizione proprio perché rifugiato. Secondo le forze speciali russe, dall'aprile 2015 Chataev si sarebbe trasferito in Siria. Ad agosto, sostengono a Mosca, il suo 'dossier' era stato consegnato agli 007 occidentali, e da ottobre sarebbe finito anche nel mirino degli Usa. Ad avvalorare la tesi che lo vede dietro l'attacco di Istanbul è giunta ieri anche la voce di Michael McCaul, a capo della com- missione per la Sicurezza nazionale del Congresso.


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