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Il Colle attende chiarezza

CRISI/MATTARELLA MONITORA CON ATTENZIONE L’EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE

di Giuseppe Tito



ROMA. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella segue con attenzione l’evolversi della situazione politica in at- tesa del passaggio del dibattito al Senato del 20 agosto con le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per questo motivo il capo dello Stato ha fatto rientro a Roma dalla Maddalena con qualche giorno di anticipo rispetto al programma originario. Un segnale che la situazione viene costantemente monitora- ta dal Colle. Senza escludere contatti con le forze parlamentari.

Ogni spiffero che attraversa la politi- ca registrato e analizzato. E tutto ciò pri- ma ancora degli esiti del primo passaggio nevralgico a Palazzo Madama. Il premier dopo il suo intervento potrebbe chiedere la fiducia o annunciare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato. Oppure atten- dere le risposte e le richieste delle forze politiche.

Ma qualora dovesse scattare il pro- cesso che lo porterà alle dimissioni, il Quirinale entrerà in campo con un rapido giro di consultazioni, non più di 36 ore, per valutare le priorità dei partiti. Sulla base di questo giro il presidente potrà farsi una prima idea concreta sugli scenari ed i possibili sbocchi della crisi.

E ciò farebbe supporre, si ragiona in ambienti parlamentari, un momento di ri- flessione e un possibile nuovo giro nel caso in cui dovessero fare breccia pro- spettive concrete e diverse da quella che porterebbe alla fine della legislatura. Dovrebbero comunque essere prospettive pe- santi, corroborate da un progetto chiaro e netto dai partiti che eventualmente le in- dicheranno, si spiega nei medesimi am- bienti interpretando gli orientamenti di Mattarella.

Il capo dello Stato ascolterà e analiz- zerà le richieste e le osservazioni e poi procederà seguendo i paletti imposti dal- la Costituzione. Dunque senza strappi da parte di chicchessia.

Da qui i dubbi, le perplessità e la sor- presa dei giorni scorsi di fronte alla pro- posta di Matteo Salvini - si spiega ancora - di votare la legge costituzionale sul ta- glio dei parlamentari per poi rinviare la sua applicazione alla legislatura succes- siva a quella che si aprirebbe dopo even- tuali elezioni autunnali. Qualcosa che non sta né in cielo né in terra, si spiega ancora interpretando il disagio del Colle. Una sorta di azzardo quello di varare una ri- forma costituzionale e poi tenerla nel cas- setto per 5 anni.

Le perplessità del Quirinale rappre- senterebbero anche un monito, si ragiona sempre in ambienti politici, verso qualsi- asi progetto o iniziativa che metta in se- condo piano regole e procedure costitu- zionali, sia sul fronte della messa a punto

delle leggi sia per quanto riguarda le scelte che riguarderanno il futuro della legisla- tura o la sua fine.

Quindi, il rispetto delle procedure ma anche dei ruoli, con i partiti che saranno chiamati ad esprimersi su eventuali nuo- ve iniziative con progetti e programmi definiti, compresi quelli che prefigurereb- bero nuove maggioranze. Il presidente del- la Repubblica prenderà qualsiasi decisio- ne, sulla base delle indicazioni nette che i partiti saranno in grado di fargli, in piena trasparenza e seguendo i dettami della Carta Costituzionale.

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