“Il coraggio della pace!”
- Redazione
- 6 set 2019
- Tempo di lettura: 3 min
IL PAPA ESALTA IL PERCORSO POLITICO INTRAPRESO DAL MOZAMBICO: UNA PIETRA MILIARE

MAPUTO. La storica firma, il 6 agosto scorso, dell'accordo di pace per il Mozambico tra governo e opposizione ex guerrigliera, che integra e attua l'Accordo generale del 1992 firmato a Roma con la mediazione della Comunità di Sant'Egidio, è "una pietra miliare, che salutiamo e speriamo come decisiva, fissata da persone coraggiose sulla via della pace". Papa Francesco, venuto nel Paese africano in piena campagna elettorale - si voterà il prossimo 15 ottobre - a incoraggiare e consolidare proprio quel processo di riconciliazione e pacificazione nazionale, successivo a una guerra civile che ha mietuto fino al '92 un milione di morti, lo dice alle autorità mozambicane riunite nel Palazzo 'Ponta Vermelha' di Maputo: subito dopo il colloquio col presidente Filipe Nyusi, del Frelimo, firmatario proprio di quel recente accordo, e prima di salutare al termine l'altro sottoscrittore, il capo dell'opposizione Renamo, Ossufo Momade, insieme al leader dell'altro partito d'opposizione Mdm, Daviz Simango. "Desidero esprimere l'apprezzamento, mio e di gran parte della comunità interna- zionale, per gli sforzi che, da decenni, si vanno compiendo affinché la pace torni ad essere la norma, e la riconciliazione la via migliore per affrontare le difficoltà e le sfide che incontrate come nazione", scandisce il Papa: "In questo spirito e con questo proposito, circa un mese fa, avete firmato nella Serra della Gorongosa l'accordo di cessazione definitiva delle ostilità militari tra fratelli mozambicani". Francesco esorta a "non lasciare che il modo di scrivere la storia sia la lotta fratricida, bensì la capacità di riconoscersi come fratelli, figli di una stessa terra, amministratori di un destino comune". Il Papa invoca "il coraggio della pace! Un coraggio di alta qualità: non quello della forza bruta e della violenza, ma quello che si attua nella ricerca instancabile del bene comune". "Voi conoscete la sofferenza, il lutto e l'afflizione, ma non avete voluto che il criterio regolatore delle relazioni umane fosse la vendetta o la repressione, né che l'odio e la violenza avessero l'ultima parola", ricorda Bergoglio, citando le parole di Giovanni Paolo II nella sua visita del 1988, quando c'era ancora la guerra civile: "No alla violenza e sì alla pace!". In tutti questi anni, rievoca ancora, "avete sperimentato che la ricerca della pace duratura - una missione che coinvolge tutti - richiede un lavoro duro, costante e senza sosta, poiché la pace è 'come un fiore fragile, che cerca di sbocciare tra le pietre della violenza'", e richiede "che si continui ad affermare con determinazione ma senza fanatismo, con coraggio ma senza esaltazione, con tenacia ma in maniera intelligente: no alla violenza che distrugge, sì alla pace e alla riconciliazione". Il Papa rileva che "la pace ha reso possibile lo sviluppo del Mozambico" e invita a far sì che "nessuno si senta abbandonato", specie "i vostri giovani, che costituiscono gran parte della popolazione". E dopo aver espresso "vicinanza e solidarietà" alle vittime dei cicloni Idai e Kenneth, spronando "la necessaria ricostruzione", il richiamo di Francesco è anche "a curare la nostra casa comune", perché "la difesa della terra è anche la difesa della vita, che richiede speciale attenzione quando si constata una tendenza a saccheggiare e depredare". Un concetto analogo il Pontefice lo esprime con i seimila giovani partecipanti al festoso incontro interreligioso al Pavillon Maxaquene, esortandoli inoltre a farsi protagonisti del processo di pace con un atteggiamento di "mano tesa", ed anche a resistere "alla rassegnazione e all'ansia". Proprio come hanno fatto campioni dello sport che ha indicato loro ad esempio: come il grande calciatore Eusebio da Silva, la "pantera nera", diventato dalla natia Maputo la star del Benfica Lisbona e della Nazionale portoghese e tra i maggiori goleador di ogni tempo; o la mezzo-fondista Maria Mutola, che vinse, al suo quarto tentativo, la medaglia d'oro negli 800 metri alle Olimpiadi di Sydney, in aggiunta a nove titoli mondiali, senza poi "dimenticare il suo popolo, le sue radici", ma continuando "a prendersi cura dei bambini bisognosi del Mozambico".
















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