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Il Cremlino blinda i cieli siriani



MOSCA/IN RISPOSTA ALL’ABBATTIMENTO DELL’AEREO DI RICOGNIZIONE IL-20 PUTIN SCHIERA IL SISTEMA ANTIMISSILI S-300

MOSCA. La risposta della Russia all'abbattimento del suo aereo da ricognizione IL-20 si è alla fine materializzata. Mosca "entro due settimane" fornirà infatti alla Siria i sistemi antimissilistici S-300, ben più moderni degli attuali S-200 di epoca sovietica, e tenterà così di blindare il suo spazio aereo. La decisione è stata suggellata nel corso di una telefonata tra Vladimir Putin e Bashar al Assad, un vero e proprio smacco per Israele. Che infatti ha bollato la decisione come errata, accusando il Cremlino di mettere armi sofisticate nelle mani di "irresponsabili", con l'unico effetto di accrescere i pericoli per la regione. Stessa reazione da parte degli americani, che parlano di "escalation" per bocca del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton e chiedono a Mosca di ripensarci. Il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha spiegato però che la decisio- ne di sospendere le forniture degli S-300 a Damasco fu presa nel 2013 proprio su richiesta d'Israele, nonostante la Siria avesse pagato per la commessa e le sue unità avessero ricevuto il necessario addestramento. Una cortesia che ora è stata stracciata. "Le condizioni di quella scelta sono venute a mancare", ha detto Shoigu, precisando che "i centri di comando siriani saranno dotati dei sistemi di controllo automatizzati forniti solo alle forze armate russe". Questo non solo permetterà ai siriani "d'identificare gli aerei russi" in volo, evitando dunque i casi di fuoco amico, ma anche di migliorare "l'emissione operativa degli ordini" ed eventualmente lanciare i missili persino nel caso in cui gli obiettivi dovessero essere individuati dai radar russi. Ma non è tutto. La Russia "bloccherà i dispositivi di navigazione satellitare, i radar e i sistemi di comunicazione utilizzati dagli aerei da guerra nelle aree del Mar Mediterraneo al largo delle coste siriane" attraverso i suoi strumenti di difesa elettronica. Insomma, una triplice mandata alla serratura. Il Cremlino ha tenuto a precisare che le misure sono state prese per "difendere il personale e le strutture russe" presenti in Siria e non contro "paesi terzi", posizione veicolata da Putin in persona a Benyamin Netanyahu nel corso di una telefonata. Rassicurazioni che non hanno convinto il premier israeliano. "Noi - ha detto a Putin - continueremo a proteggere la nostra sicurezza e i nostri interessi". Gli effetti per Israele, che da anni compie raid in Siria, potrebbero però essere pesanti, dato che gli S-300 sono in grado "d'intercettare obiettivi a una distanza di oltre 250 chilometri e colpire simultaneamente diversi bersagli". Lo Stato ebraico ha smentito la ricostruzione dei fatti di Mosca, secondo cui i piloti degli F-16 con la stella di David hanno usato intenzionalmente l'IL-20 per farsi scudo dai missili siriani. Ma il Cremlino ha tirato dritto, sottolineando che "la tragedia è stata provocata da azioni intenzionali dei piloti israeliani e questo certamente non può che danneggiare le nostre relazioni". Shoigu ha definito la mossa, senza mezze parole, "una doccia fredda per le teste calde" nella regione. Resta da vedere se Israele si farà intimorire o continuerà a bombardare la Siria quando lo riterrà necessario.


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