Il “fedelissimo” Ratcliffe alla guida dell’intelligence
- Redazione

- 30 lug 2019
- Tempo di lettura: 2 min

WASHINGTON. Donald Trump silura via Twitter Dan Coats, da lui stesso nominato nel marzo del 2017 come direttore della National intelligence, l’agenzia creata dopo l’11 settembre per coordinare le 17 agenzie civili e militari dell’intelligence Usa, compresa la Cia. E nomina un suo fedelissimo, il deputato texano John Ratcliffe, 53 anni, distintosi per aver attaccato il superprocuratore Robert Mueller nella sua recente testimonianza al Congresso sul Russiagate. “Sono lieto di annunciare che il molto rispettato John Ratcliffe sarà nominato direttore dell’intelligence nazionale. Ex attorney Usa, John guiderà e ispirerà grandezza per il Paese che ama. Dan Coats, l’attuale direttore, lascerà il 15 agosto. Voglio ringraziare Dan per il suo grande servizio al nostro paese”, ha cinguettato il tycoon, confermando un cambio della guardia atteso da mesi.
Coats va ad allungare la lista record di alti dirigenti che hanno la- sciato l’amministrazione Trump, tra dimissioni e licenziamenti. Un elenco che comprende l’ex segretario di Stato Rex Tillerson, l’ex capo del Pentagono Jim Mattis, l’ex ministro della giustizia Jeff Sessions, l’ex capo dell’Fbi James Comey, l’ex chief of staff John Kelly. Il capo degli 007 si era scontrato con Trump su molti dossier, assumendo una linea dura sulle interferenze russe nelle elezioni Usa e nei confronti del leader del Cremlino Vladimir Putin.
Dopo il vertice di Trump con Putin a Helsinki, nel luglio del 2018, Coats ammise che non sapeva nulla di ciò che i due leader si erano detti nel loro faccia a faccia, sollevando le preoccupazioni di molti parlamentari. Ad accrescere l’irritazione del commander in chief fu poi una audizione di Coats al Congresso lo scorso gennaio, dove indicò come minacce prioritarie non l’Iran, ribadendone il rispetto dell’accordo sul nucleare, ma proprio la Rus- sia, insieme alla Cina. E, soprattutto, sostenne che la Corea del nord, nonostante il disgelo tra Kim Jong- un e il tycoon, difficilmente avrebbe rinunciato al suo programma nucleare.
Il giorno dopo il presidente ridicolizzò e umiliò l’intelligence del suo Paese definendola “passiva e ingenua”, e invitandola a “tornare a scuola”.
Da quel momento il presidente decise di cacciare Coats. Al suo posto arriverà Ratcliffe, un ex attorney Usa ed ex sindaco di Heath, alla periferia di Dallas, Texas. Deputato dal 2015, non ha un back- ground nel settore degli 007, salvo aver fatto parte per sei mesi della commissione intelligence della Camera. Ma come congressman Ratcliffe si è guadagnato la stima del tycoon per aver contribuito alle indagini parlamentari nel 2016 sull’Emailgate che coinvolse l’allora candidata presidenziale dem Hillary Clinton. Poi ha messo sotto torchio Mueller, accusandolo di non aver seguito le linee guida del Dipartimento di Giustizia nell’aver detto che non poteva scagionare Trump sull’ostruzione della giustizia. Una settimana prima aveva incontrato il presidente alla Casa Bianca per discutere del futuro incarico.
















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