Il Front guarda a Salvini
- 10 mar 2018
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FRANCIA/NUOVI OBIETTIVI E NUOVO LEADER, MARINE LE PEN ALLA RESA DEI CONTI
PARIGI. Il Front National guarda alla Lega di Matteo Salvini: archiviare la fase della protesta per diventare un partito a vocazione maggioritaria. Il congresso di oggi e domani a Lille, nel nord, dovrebbe servire anche a questo, con tanto di avvio della procedura per il cambio di nome. Ma in realtà, sarà il momento della resa dei conti per una Marine Le Pen la cui leadership è ormai apertamente in discussione dopo le sconfitte elettorali del 2017. Non sono pochi, infatti, i militanti disorientati, delusi, che si presenteranno oggi a Lille per restituire la loro tessera a dei dirigenti in cui non si riconoscono più. Per i più anziani è stato l’addio del pa- triarca Jean-Marie Le Pen, con la guerra in famiglia con Marine, a sancire la fine di un’epoca. Per i più giovani, l’addio di Florian Philippot, il numero 2 di Marine, ‘l’ideologo’, che ha lasciato la direzione dopo le sconfitte alle presidenziali e alle politiche di giugno, e quello della nipote della leader, Marion Marechal- Le Pen. Marine, che in un’intervista di due giorni fa ha consigliato di “non seppellire troppo presto” il Front National, continua a parlare di 100.000 iscritti, ma dall’interno del partito trapela una specie di emorragia di tessere che avrebbe ridotto gli aderenti alla metà. Unica candidata alla sua successione, la Le Pen - in una serie di interviste recenti - ha ammesso di aver sbagliato la campagna elettorale e in particolare il fatidico scontro in tv con un Emmanuel Macron troppo più giovane e preparato di lei. Non ci sono dubbi sulla conferma di Marine nella carica di presidente, non ha nep- pure concorrenti. Ma sarà decisivo il tono delle critiche e l’accoglienza che avrà il suo discorso di chiusura domenica, quando dovrà proporre il nuovo nome da dare al partito, che sarà poi sottoposto al voto dei militanti. Il Front non ha mai cambiato nome fin da quando Jean-Marie Le Pen lo creò, nel 1972. Il nome che Marine preferiva conteneva la parola “Patriotes” ma Philippot gliel’ha portato via fondando il suo movimento omologo. Fronte “è un po’ militaresco”, sottolinea la Le Pen, per aspirare a diventare partito di governo. Come fa Salvini, bisogna cambiare tono: ecco allora che spunta un’ipotesi che ricorda la svolta di Gianfranco Fini che mandò in pensione il MSI nel congresso di Fiuggi: “Alliance Nationale”. Delusione per le sconfitte, amarezza per la rottura ormai sanguinosa con il padre, per l’addio della nipote: tutto questo ha fatto ipotizzare negli ultimi tempi che Marine, data da voci vicine al partito stanca e scoraggiata, stesse pensando di lasciare la presidenza. Lei, a domanda, risponde: “Se c’è qualcuno più efficace di me nel portare avanti le idee del partito, è il benvenuto”. Nei sondaggi, la sua immagine - che era arrivata ai massimi poco prima delle elezioni - si è gravemente deteriorata. La sua missione ora è convincere il partito che nonostante le disfatte e l’era appena ini- ziata di Macron - grande “rottamatore” dei partiti tradizionali - il Front National ha ancora un futuro. Con un altro nome.
















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