“Il governo è una truffa”
- Redazione
- 17 set 2019
- Tempo di lettura: 2 min
DOPO PONTIDA SALVINI CONTINUA AD ATTACCARE: “CAMBIAMO LA COSTITUZIONE”
di Marcello Campo

ROMA. Questo governo "è una truffa". Se è la Costituzione a prevedere le cosiddette 'manovre di Palazzo' che lo hanno generato, allora "c'è qualcosina da cambiare". Matteo Salvini, all'indomani del successo di Pontida 2019, apre un nuovo fronte lanciando la sua campagna per cambiare la Carta. "Ma in Costituzione - attacca sul canale tv 7Gold - sono previsti i senatori a vita? Ma perché ci sono? Ma chi li conosce? All'estero non sarebbe mai successa una cosa del genere". Il segretario federale torna pre- potentemente anche sulle polemiche scoppiate in seguito all'aggressione al filmaker di Repubblica e ai gravi insulti subiti da Gad Lerner a Pontida. Nessun cenno di scuse, nessun passo indietro, anzi una sonora alzata di spalle, anche riguardo alle critiche sulla presenza di Greta, una delle bimbe di Bibbiano, sul palco di Pontida: "Chi se ne frega": è il suo commento. Ma sulla bambina arriva in tarda serata un chiarimento: "è una delle tante, troppe bambine (decine di migliaia) portate via alla mamma e al papà", ma non è di Bibbiano, come confermano anche fonti giudiziarie. Ma per Salvini è un simbolo: "Non una ma cinquanta bambini. Se qualcuno ruba i bambini ai genitori" per un ritorno economico "è lui il delinquente". Di storie come Bibbiano "ne verranno fuori altre - aggiunge - non solo in Emilia". A conferma della scelta forte, di piaz- za, per battersi contro il governo Conte 2, Salvini rilancia il valore della manifestazione a Roma, del 19, a Piazza San Giovanni: "A Pontida c'erano 50 mila persne. Chi è contro questo governo che è una truffa, una vergogna, un furto contro la democrazia venga a Roma". Ma aspettando quella prova di forza, nel centrodestra lo scossa imposta dalla Lega non piace a tutta la coalizione. Se tra gli esponenti di Forza Italia si osserva la ritrovata armonia tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, è Fratelli d'Italia a chiedere coerenza. La sua leader, Giorgia Meloni, dice sì all'unità "ma nella chiarezza". "Va benissimo - afferma a 'Quarta Repubblica' su Rete 4 - se tutti tornano da dove vengono, cioè nel centrodestra. Ma bisogna capirci. Io due anni fa chiesi un patto anti-inciucio, mai con il Pd, mai con i Cinque Stelle. Ma rimasi da sola, e abbiamo visto che è successo. Ora vogliamo dirlo di nuovo con chiarezza". Patti chiari anche sulla riforma della Costituzione. Fratelli d'Italia fa notare alla Lega, infatti, che quando presentò il presidenzialismo in Aula fu proprio la maggioranza gialloverde, quindi Lega inclusa, a bocciarlo. Distinguo che emergeranno anche il prossimo fine settimana, nel dialogo a distanza tra Atreju, la tradizionale festa romana di FdI e la kermesse di Antonio Tajani, a Viterbo, dove chiuderà i lavori Silvio Berlusconi.
















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