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Il lungo declino dei leader


GERMANIA/CANCELLIERA SOTTO ATTACCO. MA NON È SOLA: SCHULZ AI MINIMI TERMINI


BERLINO. Angela Merkel ha chiaramente oltrepassato il suo zenit e il risultato elettorale la mette nell'angolo: una leader assai meno potente di prima, che proverà a guidare una coalizione "sperimentale", per non dire caotica. Le analisi a sette giorni dal voto sono impietose in Germania. Anche sul piano personale: "non è delusa, e non vede cosa avrebbe potuto fare diversamente, dice. C'è tanto del periodo tardo di Helmut Kohl in questa Merkel", ha sbottato qualche giorno fa Jakob Augstein, celebre firma del giornalismo tedesco (Zeit, Spiegel, Sz)) ed editore, che duella in tv con il vice-caporedattore di Bild, Nikolaus Blome, (il quale invece non sembrava d'accordo).

Al di là dei ragionamenti più o meno tattici - in vista del voto in Bassa Sassonia del 15 ottobre e della partita sulla prossima coalizione di governo - il risentimento, anche nelle file del centrosinistra, è forte. Come ha mostrato la proposta di Thomas Oppermann, ex capogruppo parlamentare dell'SPD, che immaginerebbe una nuova Grosse Koalition solo a patto di un passo indietro della cancelliera.

Ma Merkel non è l'unica leader indebolita dalle urne. Martin Schulz, che firma un storica sconfitta con il crollo del partito al 20%, è stato criticato dalla vecchia guardia dei socialdem, e adesso un reportage dello Spiegel sul personale grado di sfiducia raggiunto in campagna elettorale potrebbe essere un nuovo ostacolo per il proseguo della sua avventura da numero uno del partito. "La gente mi trova imbarazzante...", si è spinto a dire a un certo punto, mettendo in dubbio di essere il candidato giusto, in uno sfogo

coi suoi. Non va affatto meglio, infine, al presidente dei cristiano-sociali Horst Seehofer, che paga i 10 punti persi in Baviera, con richieste corali di sue dimissioni, e spera di salvarsi tornando a mendicare un tetto minimo per i migranti in Germania. Leader più deboli, dunque, e in un paese più diviso.

Di fronte al 27/imo anniversario della Riunificazione - che ricorre oggi 3 ottobre - la questione di un paese ancora tagliato in due fra ovest ed est si ripropone con molta insistenza in editoriali e commenti. I Laender orientali hanno votato massicciamente Alternative fuer Deutschland, la destra radicalepopulista di Gauland, che in questa parte del paese è secondo partito, (in Sassonia addirittura il primo). "Certamente il risultato elettorale è doloroso. Ma io ritengo sbagliato farne un dibattito su se est e ovest siano cresciuti insieme nel modo giusto", ha detto oggi la socialdemocratica Malu Dreyer cercando di correggere il dibattito. È lei a ospitare la festa dell'unità tedesca, che quest'anno si festeggia a Magonza, nel Land da lei presieduto. Ha però poi di fatto contribuito al ragionamento: "Abbiamo sottovalutato talvolta quanta pressione per la trasformazione abbiano subito i tedeschi dell'est".


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