Il Mediterraneo bollente
- Redazione

- 1 dic 2017
- Tempo di lettura: 3 min
MIGRAZIONE/ALFANO APRE I “MED DIALOGUES”: “IN GIOCO I DESTINI DEL MONDO”

ROMA. Qui si giocano i destini del mondo, secondo il ministro degli Esteri Angelino Alfano. E Roma diventa ancora una volta luogo di dialogo, difficile ma vitale, contro tutte le crisi che attraversano il Mediterraneo e le zone ad esso vicine. E’ iniziata ieri la terza edizione dei Med Dialogues, il forum organizzato da Ispi e Farnesina che riunisce fino a sabato decine di leader politici, dell’economia e politologi del mondo intero. “Se comparato ai grandi oceani, il Mediterraneo sembra un lago, ma in questo lago si giocano i destini del mondo, su sicurezza, stabilità, tutela dei diritti umani”, ha detto Alfano aprendo gli incontri, alla presenza del presidente Sergio Mattarella.
“Il Mediterraneo rappresenta l’1% della superficie terrestre, il 10% del pil mondiale, 500 milioni di potenziali consumatori, il 20% del traffico marittimo, il 30% del traffico commerciale, ha un +4,4% di crescita annua, ed è punto cruciale per i destini del mondo”, ha osservato.
Il ministro ha evocato i temi più caldi sull’agenda mediterranea: “Inorridiamo quando un barcone affonda nel Mediterraneo, e siamo addolorati quando vediamo le condizioni di alcuni centri di rifugiati, ma a coloro che hanno fatto lezioni dall’alto, diciamo di fornire aiuti concreti e immediati come sta facendo l’Italia - ha affermato -. Ma l’Italia non può farsi carico dei flussi dell’intera regione del Mediterraneo centrale”.
Quindi il terrorismo, con la minaccia dei foreign fighter che tornano in Europa dalle ex terre dell’Isis. “Bisogna agire presto e subito, il terrorismo può avere una fine” se si lavora tutti insieme.
Per Alfano “occorre anche riconoscere che le sponde politiche del nord e sud del Mediterraneo sono ancora lontane, quindi occorre costruire un partenariato solido con un investimento strategico sui giovani” dei paesi nordafricani.
Sul tema migrazioni è intervenuto anche il vicepremier libico Ahmed Maitig, per i quale “l’accordo firmato con l’Italia sui migranti è un accordo modello, che altri Paesi europei possono sottoscrivere. L’Italia ha fatto molto, ha fatto il possibile, anche contro il terrorismo, ma cerchiamo altri partner per fermare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Servono più iniziative da parte dei Paesi europei”.
Rispondendo ad una domanda sull’inchiesta della Cnn sui migranti-schiavi, il vicepremier ha replicato: “Il filmato Cnn non rappresenta le consuetudini e le tradizioni della Libia”. Per questo, “abbiamo avviato indagini per accertare quanto accaduto”. Non è accettabile, ha detto, quanto è successo”. Si è detto, ha poi concluso, “che in Libia non ci sono diritti, ma la Libia invece cerca di aiutare chi entra nel territorio”.
Tra i protagonisti di questa prima giornata di lavori, aperta dagli interventi del presidente Ispi Giampiero Massolo,dell’ad diEni Claudio Descalzi e quello di LeonardoAlessandro Profumo, anche il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif,chehaduramentecriticatol’Amministrazione Usa: “Ritengo che le politiche di Washington siano pericolose, impulsive, non basate sulla realtà”, ha affermato. “Penso - ha aggiunto - che un riorientamento o aggiustamento nei confronti della nostra regione sia necessario da parte degli Usa”.
E poi: “il Medio Oriente è la nostra casa e non ce ne andremo mai. Non cerchiamo di escludere nessun attore regionale, né l’Arabia Saudita, né il Qatar, né l’Egitto. Tutti questi Paesi devono lavorare insieme per la pace”.
La seconda giornata di lavori, domani, prevede numerosi leader di primo piano della regione ed oltre, dal ministro degli Esteri egiziano Sameh Hassan Shoukry, a quello russo Serghiei Lavrov, al saudita Adel Al-Jubeir, a Filippo Grandi, Alto Commissario Onu per i rifugiati, fino all’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini, tra gli altri.
















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