Il Ministero del Buon Senso
- Redazione

- 19 set 2017
- Tempo di lettura: 2 min

RIFLESSIONI SULLE TEORIE POCO PRATICHE SULLE RELAZIONI INTERNAZIONALI
A mio figlio Yuri, all’Universitá Johns A Hopkins di Washington DC, stanno insegnando varie teorie di relazioni internazionali. Tutte interessanti ma, a mio avviso, poco pratiche. Ad esempio, perché accanirsi contro la Corea del Nord che altro non fa che eseguire i piani di Cina e Russia? La cortina di fumo, come le sanzioni, non serve e non funziona. Se l’elite nordcoreana desiderasse le borse Hermes, potrebbe mandare un camion nella vicina Ji an o Dandon. Se volesse, la Cina potrebbe paralizzare il regime di Kim Jong-un in tre giorni (semplicemente togliendo il petrolio). A livello di relazioni sociali poi, gli estremisti stanno prendendo il sopravvento: gli integralisti islamici, i fondamentalisti cristiani, i sovranisti, gli atifa, i political correct, i bulli (dal vivo e su Internet), i buonisti, i no vax, gli ultras e, per buona misura, anche i vegani (dannosi per i bambini), i fumatori (dannosi per i bimbi, l’ambiente ed aumentano i costi della sanità pubblica) e i ciclisti invasati (a New York City sono più pericolosi delle auto). A questo punto bisognerebbe istituire un Ministero del Buon Senso, una specie di Re Salomone moderno, che non dovrebbe essere difficile da trovare, come ci insegnano settima-nalmente le perle di buon senso dispensate in queste pagine dell’americano da anni trapiantato in Italia, James Hansen. E non è che un simile ministero debba predicare a impulso o secondo ideologie, ci sarebbero delle regole da seguire, tipo: tutti gli estremisti hanno torto, tutti i furbi e corrotti vanno puniti, gli arroganti vanno multati, i violenti vanno incarcerati, i bimbi ed anziani vanno protetti,i disabili vanno tutelati, le responsabilitá incrociate (fatte per non responsabilizzarsi) vanno eliminate, la meritrocrazia va salvaguardata (basta usare come esempi da evitare i vari Luca Cordero di Montezemolo, Alessandro Profumo, Mauro Moretti ecc.). Da tener presente che ogni estremista manifesta dei problemi interiori che solamente un Ministero del Buon Senso potrebbe risolvere.Ad esempio, i buonisti sono tali per farsi perdonare qualcosa; ma è un puro esercizio egoistico, non pensano ai danni che arrecano agli altri. Tra i buonisti includerei i giudici che liberano criminali patentati, e i ricchi politici abba- stanza intelligenti da sapere di essere inutili. Infine, a livello politico, il Ministero del Buon Senso darebbe sempre torto alle lobby e ostacolerebbe le varie fusioni e accorporamenti, che non vanno mai a favore del consumatore. Per capire se una decisione del Ministro del Buon Senso è giusta, basta che questa sia contestata da un gruppo estremista. La domanda ora è: chi dovrebbe essere nominato Ministro del Buon Senso? Alcuni giornali americani hanno il “Public Editor” che rappresenta gli interessi del letto- re; si tratta di un esterno e con un buon senso del buon senso. A livello statale, un Ministro del Buon Senso non può essere un politico o ex politico, né qualcuno iscritto a un partito politico; non può essere un ex manager di aziende statali o para statali; non può essere un giornalista o un giudice (applicherebbe delle leggi ad-personam scelte tra le moltre rimaste ancora sui libri). Potrebbe invece esserlo un/una ricercatore, un/una insegnante, un/una contadino, un/una farmacista o un/ una infermiera.
















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