top of page

Il ministro della Sicurezza Erdan:“Nessun negoziato con i reclusi”

  • 24 apr 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


ISRAELE/DA IERI SCIOPERO DELLA FAME A OLTRANZA DEI DETENUTI NELLE CARCERI DELLO STATO EBRAICO

TELAVIV. Settecento membri di al-Fatah detenuti nelle carceri dello Stato ebraico hanno iniziato ieri sera uno sciopero della fame ad oltranza per cercare di ottenere migliori condizioni di reclusione. Lo ha riferito la televisione israeliana Canale 10. Su istruzione del dirigente di al-Fatah Marwan Barghouti, da quindici anni in carcere in Israele dove sconta l'ergastolo nella prigione Hadarim, presso Tel Aviv - aderiranno allo sciopero tutti i 1.500 militanti di al-Fatah reclusi nelle carceri israeliane. Hamas ha appovato da parte sua la protesta ma, almeno finora, non ha ordinato ai suoi militanti reclusi in Israele di aderire allo sciopero della fame. Secondo la stampa palestinese, sono circa 6.500 i militanti palestinesi appartenenti alle diverse fazioni internati oggi nelle carceri israeliane. Il ministro della Sicurezza interna Ghilad Erdan (Likud) ha reso noto che non negozierà con i reclusi e che prenderà provvedimenti discipli- nari verso chi sciopera. I palestinesi sono scesi in piazza in massa a Nablus, in Cisgiordania, per chiedere la liberazione di parenti e amici detenuti nello Stato ebraico. Moltissimi manifestanti innalzavano cartelli con le fotografie dei loro cari in carcere e hanno scandito slogan, impegnandosi anche ad aderire allo sciopero della fame in programma da oggi. Marwan Barghouti, da 15 anni in carcere in Israele. Si apprende intanto che il presidente Usa Donald Trump riceverà il 3 maggio a Washington il presidente palestinese, Abu Mazen, nell'intento di rilanciare i negoziati di pace con Israele secondo la formula deiDue Stati. Lo ha annunciato Azzam al-Ahmad, un dirigente di al- Fatah, secondo cui una delegazione palestinese ad alto livello si accinge a partire per gli Stati Uniti per preparare l'incontro.


Commenti


bottom of page