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Il Papa contro i fondamentalisti

  • 3 feb 2018
  • Tempo di lettura: 2 min


VATICANO/FRANCESCO: “UNA BESTEMMIA USARE DIO PER MOTIVARE STRAGI”

CITTA' DEL VATICANO. Il Papa alza nuovamente la voce contro i fondamentalismi religiosi e contro ogni crimine o violenza perpetrati in nome della fede. E invita ancora i leader religiosi, oltre a condannare apertamente il terrore che si ammanta di moti- vazioni religiose, a "smascherare" i tentativi di "manipolare Dio". Molto chiare e forti le parole pronunciate stamane da Francesco nell'udienza ai partecipanti alla conferenza "Tackling violence committed in the name of religion" (Combattere la violenza commessa nel nome della religione). "La persona religiosa - ha scandito il Pontefice - sa che una delle più grandi bestemmie è chiamare Dio come garante dei propri peccati e crimini, di chiamarlo a giustificare l'omicidio, la strage, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento in ogni sua forma, l'oppressione e la persecuzione di persone e di intere popolazioni". "La violenza propagandata e attuata in nome della religione non può che attirare discredito verso la religione stessa - ha sottolineato -; come tale, dovrebbe essere condannata da tutti e, con speciale convinzione, dall'uomo autenticamente religioso, il quale sa che Dio è soltanto bontà, amore, compassione, e che in Lui non può esserci spazio per l'odio, il rancore e la vendetta". Secondo Francesco, "la persona religiosa sa che Dio è il Santo e che nessuno può pretendere di appellarsi al suo nome per compiere il male".Ogni leader religioso - ha quindi proseguito - è chiamato a smascherare qualsiasi tentativo di manipolare Dio per scopi che nulla hanno a che vedere con Lui e la sua gloria". Per il Pontefice, "bisogna mostrare, senza stancarsi, che ogni vita umana ha in sé stessa carattere sacro, merita rispetto, considerazione, compassione, solidarietà, a prescindere dall'etnia, dalla religione, dalla cultura, dall'orientamento ideologico o politico". "L'appartenenza a una determinata religione non dà nessuna dignità o diritti supplementari a chi vi aderisce, così come la non appartenenza non ne toglie né diminuisce", ha aggiunto. "Occorre perciò impegnarsi insieme, leader politici e responsabili religiosi, insegnanti e operatori dell'educazione, della formazione e dell'informazione, per avvertire chiunque venisse tentato da forme perverse di religiosità traviata, che esse nulla hanno a che vedere con la testimonianza di una religione degna di questo nome", ha spiegato. Questo "aiuterà quan- ti con buona volontà cercano Dio ad incontrarlo veramente, ad incontrare Colui che libera dalla paura, dall'odio e dalla violenza". Il Papa ha anche ricordato quanto disse nel suo viaggio in Egitto, alla Conferenza per la Pace promossa da Al-Azhar: "Dio, amante della vita, non cessa di amare l'uomo e per questo lo esorta a contrastare la via della violenza. Ad attuare questo imperativo sono chiamate, anzitutto e oggi in particolare, le religioni, perché (...) è imprescindibile escludere qualsiasi assolutizzazione che giustifichi forme di violenza. La violenza, infatti, è la negazione di ogni autentica re- ligiosità. Siamo tenuti a denunciare le violazioni contro la dignità umana e contro i diritti umani, a portare alla luce i tentativi di giustificare ogni forma di odio in nome della religione e a condannarli come fal- sificazione idolatrica di Dio".


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