Il Papa dei diritti umani
- Redazione

- 11 set 2017
- Tempo di lettura: 3 min

BAGNO DI FOLLA A CARTAGENA. SUL VENEZUELA: NO ALLA VIOLENZA IN POLITICA
CARTAGENA. "In Colombia e nel mondo, milioni di persone sono vendute come schiavi, oppure vanno mendicando un po' di umanità, un momento di tenerezza, prendono la via del mare o si mettono in cammino perché hanno perso tutto a cominciare dalla loro dignità e dai loro diritti". Il Papa esorta quindi "a lavorare per la dignità di tutti i nostri fratelli, specialmente per i poveri e gli scartati dalla società, per quelli che sono abbandonati, per gli emigranti, per quelli che subiscono la violenza e la tratta. Tutti costoro hanno la loro dignità e sono immagine viva di Dio". All'Angelus a Cartagena, davanti alla chiesa di San Pietro Claver, il gesuita apostolo nel '600 degli schiavi neri deportati, nell’ultima giornata in Colombia dedicata al tema "Dignità della persona e diritti umani", Francesco lancia un nuovo appello per l'accoglienza e l'assistenza ai migranti e sottolinea che "sono i poveri, gli umili, quelli che contemplano la presenza di Dio, coloro a cui si rivela il Mistero dell'amore di Dio con maggiore nitidezza". "Essi, poveri e semplici, furono i primi a vedere la Vergine di Chiquinquirá", dice dell'immagine mariana venerata in queste terre "e diventarono suoi missionari, annunciatori della bellezza e della santità della Vergine". Ma al suo discorso aggiunge anche un forte richiamo sulla situazione sempre più grave nel vicino Venezuela, per il quale assicura la sua "preghiera" e la sua "vicinanza ad ognuno dei figli e delle figlie di quella amata nazione, come pure a coloro che hanno trovato in questa terra colombiana un luogo di accoglienza". "Da questa città, sede dei diritti umani - aggiunge -, faccio appello affinché si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica e si trovi una soluzione alla grave crisi che si sta vivendo e che tocca tutti, specialmente i più poveri e svantaggiati della società". In questa chiesa, spiega il Papa, "pregheremo María, che ha chiamato sé stessa 'la serva del Signore', e san Pietro Claver, lo 'schiavo dei neri per sempre', come si fece chiamare nel giorno della sua professione solenne", aggiunge. Il gesuita di cui poi visita la casa "aspettava le navi che arrivavano dall'Africa al principale mercato di schiavi del nuovo mondo". San Pietro Claver, ricorda, "sapeva che il linguaggio della carità e della misericordia era capito da tutti". "Austero e caritatevole fino all'eroismo", spiega il Pon- tefice, "dopo aver confortato la solitudine di centinaia di migliaia di persone, trascorse gli ultimi quattro anni della sua vita malato e nella sua cella, in uno spaventoso stato di abbandono". Il santo gesuita "ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l'attenzione che ognuno di noi deve avere per i fratelli". All'arrivo in questa città affacciata sul Mar dei Caraibi, al Nord della Colombia, considerata tra le più belle d'America per la sua architettura dell'epoca coloniale e per questo patrimonio Unesco dal 1984, il Papa, in Piazza San Francesco, ha benedetto la prima pietra delle case per i senzatetto e dell'Opera Talitha Kum, rete internazionale della Vita consacrata contro la tratta di persone. E nel pomeriggio, prima di ripartire per l'Italia, ha celebrato la messa nell'area portuale. Conclusione di un viaggio trionfale per l'accoglienza ricevuta, in cui la pacificazione e la riconciliazione nazionale dopo i decenni della guerriglia sono state al centro di suoi ripetuti appelli, nel segno dell'accantonamento del "desiderio di vendetta" e dell'accettazione "della verità e della giustizia".
















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