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Il Papa difende la Sanità  

  • 4 mar 2018
  • Tempo di lettura: 3 min


CITTÀ DEL VATICANO/CONTRO I TAGLI CHE RICADONO SULLA RIDUZIONE DEL PERSONALE

CITTA' DEL VATICANO. Alla vigilia delle elezioni in Italia, il Papa tocca un tema che non potrà non interessare chiunque sia chiamato al governo del Paese: quello della sanità e - come dice Francesco - dell'ormai "insostenibile carenza di personale" nelle strutture, dove i tagli non possono più essere visti "in alcun modo come una fonte di risparmio". E' comprensibile come siano state accolte da scroscianti applausi le parole del Pontefice nell'udienza in Sala Nervi ai 6.500 infermieri della neonata Fnopi (Fe- derazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche, nata dall'Ipasvi), che raccoglie gli oltre 440 mila infermieri iscritti agli ordini provinciali italiani e che da domani si riunirà a Roma nel suo primo congresso nazionale. "Un altro elemento che rende gravoso e talora insostenibile lo svolgimento della vostra professione è la carenza di personale, che non può giovare a migliorare i servizi offerti, e che un'amministrazione saggia non può intendere in alcun modo come una fonte di risparmio", ha scandito Ber- goglio, dopo aver esortato a "non stancarsi mai" di "stare vicini alle persone con questo stile umano e fraterno, trovando sempre la motivazione e la spinta per svolgere il vostro compito". "Siate anche attenti, però - ha aggiunto -, a non spendervi fino quasi a consumarvi, come accade se si è coinvolti nel rapporto coi pazienti al punto da farsi assorbire, vivendo in prima persona tutto ciò che accade loro. Quello che svolgete è un lavoro usurante, oltre che esposto a rischi, e un eccessivo coinvolgimento, unito alla durezza delle mansioni e dei turni, potrebbero farvi perdere la freschezza e la serenità che vi sono necessarie". Il Papa, esprimendo la sua "riconoscenza" per "il lavoro così prezioso che svolgete verso tante persone e per il bene di tutta la società", ha sottolineato l'"insostituibilità" del ruolo degli infermieri "nell'assistenza al malato". E se il Codice deontologico individua 4 compiti fondamentali - "promuovere la salute, prevenire la malattia, ristabilire la salute e alleviare la sofferenza" - "questa professionalità, però, non si manifesta solo in ambito tecnico, ma anche e forse ancor più nella sfera delle relazioni umane". "Ed è proprio in questa sintesi di capacità tecniche e sensibilità umana che si manifesta in pieno il valore e la preziosità del vostro lAavoro", ha rimarcato. Tutto questo "fa della vostra professione una vera e propria missione, e di voi degli 'esperti in umanità'", ha osservato il Papa, oltre che "dei promotori della vita e della dignità delle persone"."Non dimenticatevi della "medicina delle carezze": è tanto importante! Una carezza, un sorriso, è pieno di significato per il malato. È semplice il gesto, ma lo porta su, si sente accompagnato, sente vicina la guarigione, si sente persona, non un numero. Non dimenticatelo" ha detto 'a braccio'. E dopo aver invitato anche i malati a "non dare mai per scontato" quanto ricevono dagli infermieri e a non lesinare, oltre che "un sorriso", "il senso di rispetto e gratitudine che vi è dovuto", il Papa si è lasciato andare a un ricordo personale. "Con il vostro permesso, io vorrei rendere omaggio a un'infermiera che mi ha salvato la vita. Era un'infermiera suora: una suora italiana, domenicana, che è stata inviata in Grecia come professoressa, molto colta... Ma sempre come infermiera poi è arrivata in Argentina. E quando io, a vent'anni, ero in punto di morte, è stata lei a dire ai dottori, anche discutendo con loro: 'No, questo non va, bisogna dare di più'". "E grazie a quelle cose, io sono so- pravvissuto. La ringrazio tanto! La ringrazio. E vorrei nominarla qui, davanti a voi: suor Cornelia Caraglio. Una brava donna, anche coraggiosa, al punto da discutere con i medici. Umile, ma sicura di quello che faceva. E tante vite, tante vite si salvano grazie a voi! Perché state tutto il giorno lì, e vedete cosa accade al malato. Grazie di tutto questo!", ha concluso Francesco.


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