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Il Papa dà lezione di santità

  • 1 ago 2018
  • Tempo di lettura: 3 min


IL DISCORSO DI FRANCESCO AI 70 MILA CHIERICHETTI PROVENIENTI DA 18 PAESI

CITTÀ DEL VATICANO.“Perconcretizzare il comandamento dell’amore, Gesù ci ha indicato le opere di misericordia. Sono una via impegnativa ma alla portata di tutti. Basta che ciascuno di noi cominci a chiedersi: ‘Che cosa posso fare io, oggi, per venire incontro ai bisogni del mio prossimo?’. E non importa se sia amico o sconosciuto, connazionale o straniero. Credetemi, così facendo potete diventare davvero santi, uomini e donne che trasformano il mondo vivendo l’amore di Cristo”. Così papa Francesco si è rivolto, ieri pomeriggio in Piazza San Pietro, agli oltre 70 mila chierichetti provenienti da 18 Paesi del mondo, nella festosa e colorata udienza ai partecipanti al 12/o Pellegrinaggio internazionale promosso dal Cim (Coetus international isministrantium).Cinquantamila quelli giunti dalla sola Germania. Di età comprese fra i 13 e i 23 anni, hanno invaso le vie di Roma già da domenica e rimarranno nella Capitale fino a venerdì. Il Pontefice - che ieri, nella festa di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, si è recato presso la Curia generalizia dei suoi confratelli Gesuiti, in Borgo Santo Spirito, trattenendosi a pranzo - nell’omelia dei Vespri con i “ministranti” li ha invitati a farsi “imitatori dei santi; facciamo tutto per la gloria di Dio e per la salvezza dei fratelli”. E rispondendo a cinque loro domande (dei gruppi dal Lussemburgo, dal Portogallo, dalle caraibiche Antigua e Barbuda,dalla Germania e dalla Serbia) ha avvertito che “ci vuole fatica per fare sempre il bene e diventare santi”, “la strada per la santità non è per i pigri, ci vuole fatica”: ma “il Signore Gesù ci ha dato un programma semplice per camminare sulla via verso la santità: il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo”.Agli oltre 70 mila ha detto che “oggi voi, come giovani, potete essere apostoli che sanno attirare gli altri a Gesù”. “Cercate di conoscere e amare sempre di più il Signore Gesù - ha esortato -, incontrandolo nella preghiera, nella Messa, nella lettura del Vangelo, nel volto dei piccoli e dei poveri”. “E cercate di essere amici, con gratuità, di chi è attorno a voi, perché un raggio della luce di Gesù possa arrivare a loro attraverso il vostro cuore”, ha proseguito. Così “voi fate sentire anche com’è bella la comunità dei credenti”, “com’è bello far parte della famiglia della Chiesa”. Francesco, sempre rispondendo ai ragazzi, ha osservato che “la fede è come l’aria che respiriamo”. “La fede ci aiuta a cogliere il senso della vita: c’è qualcuno che ci ama infinitamente, e questo qualcuno è Dio”, ha spiegato. “Non possiamo credere in Dio e pensare di essere figli unici! - ha aggiunto -. Tutti siamo figli di Dio. Siamo chiamati a formare la famiglia di Dio, cioè la Chiesa”. Anche con riferimento al motto del pellegrinaggio - “Cerca la pace e perseguila”, dal Salmo 34 -, Bergoglio ha detto che “l’impegno concreto per la pace è la prova del fatto che siamo veramente discepoli di Gesù”. “La ricerca della pace comincia dalle piccole cose - ha proseguito -. Per esempio, a casa, dopo un litigio tra fratelli, mi chiudo in me stesso, facendo l’offeso, o provo a fare un passo verso l’altro? Sono pronto a domandarmi in ogni situazione: ‘Che cosa farebbe Gesù al mio posto?’. Se facciamo questo, e cerchiamo di metterlo in pratica con decisione, porteremo la pace di Cristo nella vita di ogni giorno e saremo costruttori e strumenti di pace”. Dicendosi poi “pellegrino con voi che venite dal tanti Paesi del mondo”, ha invitato i ragazzi e le ragazze presenti a non avere “paura di chiedere un buon consiglio quando vi domandate come poter servire Dio e le persone che hanno bisogno di aiuto nel mondo. Ricordatevi che quanto più vi donate agli altri,tanto più riceverete in pienezza voi stessi e sarete felici!”. “Andate e annunziate pace”, li ha congedati al termine dell’udienza.


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