Il Papa spreta McCarrick
- Redazione
- 17 feb 2019
- Tempo di lettura: 3 min
L’ARCIVESCOVO CACCIATO DALLA CHIESA. LA DIOCESI DI BROOKLYN PUBBLICA LISTA DI 100 PRETI PEDOFILI

CITTÀ DEL VATICANO. A pochi giorni dal summit mondiale sulla pedofilia in Vaticano, arriva l'epilogo della vicenda processuale a carico di Theodore McCarrick, ex cardinale arcivescovo di Washington la cui doppia vita di molestatore, emersa in tutta evidenza l'estate scorsa, ha creato un terremoto nella Chiesa americana. Ieri, Papa Francesco lo ha spretato, caso senza precedenti nei confronti di un porporato. Il 28 luglio 2018, il papa, con una decisione quasi senza precedenti, se non in un lontanissimo passato, aveva già tolto a McCarrick il cardinalato. Ora, è arrivata la sentenza definitiva della Congregazione per la Dottrina della Fede: McCarrick è stato riconosciuto colpevole di crimini sessuali contro minori e adulti e il Papa ha riconosciuto la natura definitiva della decisione, assumendola su di sé. Una decisione, sottolinea il comunicato della Congregazione emanato dalla sala stampa vaticana, inappellabile, "non soggetta ad ulteriore ricorso". Per il cardinale arcivescovo di Galverston- Houston Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale americana, il messaggio è chiaro: "Nessun vescovo, non importa quanto influente, è al di sopra della legge della Chiesa". Ed ormai il problema pedofilia è sotto i riflettori nella chiesa cattolica americana. La diocesi di Brooklyn ha reso pubblici ieri i nomi di oltre cento preti credibilmente accusati di molestie sessuali su minori. Nei giorni scorsi, le cinque diocesi del New Jersey hanno pubblicato un analogo elenco con i nomi di 180 preti. L'iter del processo extragiudiziale a McCarrick è stato rapidissimo. Lo spiega la stessa nota dell'Ex Sant'Uffizio. "In data 11 gennaio 2019 - si legge -, il congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, con il quale l'accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati dal chierico: sollecitazione in confessione e violazioni del sesto comandamento del decalogo con minori e adulti, con l'aggravante dell'abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale". "Il 13 febbraio - continua la nota - la sessione ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del congresso". "Questa decisione - è la conclusione - è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019. Il Santo Padre ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa decisione, la quale rende il caso res iudicata, cioè non soggetta a ulteriore ricorso". Il caso McCarrick era stato utilizzato dall'ex nunzio negli Stati Uniti, mons. Carlo Maria Viganò, che aveva accusato il Papa di insabbiamenti sui misfatti del cardinale e ne aveva chiesto per questo le dimissioni. La decisione del Papa è anche un segnale eloquente in vista del summit sulla pedofilia che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio con tutti i capi delle conferenze episcopali mondiali. È chiaro che il Papa lancia un messaggio di tolleranza zero, valido anche per i più alti in grado nella gerarchia come i cardinali. Va avanti così la guerra alla pedofilia portata avanti fin dai primi mesi del pontificato anche con le leggi del luglio 2013 e l'inasprimento delle sanzioni. Il direttore ad interim della sala stampa vaticana, Gianfranco Gisotti, ha specificato, in una breve dichiarazione ai media americani, che il Vaticano non sa che cosa farà ora McCarrick ma ha ribadito il carattere inappellabile della sentenza. In ogni caso, ha anche detto, nel processo i suoi avvocati hanno avuto parte attiva in molti interrogatori".
















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