Il Papa tra interviste e colloqui
- Redazione

- 20 ott 2017
- Tempo di lettura: 3 min

ESCE “ADESSO FATE LE VOSTRE DOMANDE” SCRITTO DA FRANCESCO CON PADRE SPADARO
ROMA. Si va dall’intervista del 19 agosto 2013 con padre Antonio Spadaro - “La mia porta è sempre aperta” - uscita poi su Civiltà Cattolica e in volume a sé, fino alla conversazione con i Superiori generali del 25 novembre scorso - “Prendete il Vangelo senza cal- manti” - pubblicata anch’essa dalla rivista dei Gesuiti. In mezzo altre interviste e colloqui, come l’altra conversazione con i Supe- riori generali del 29 novembre 2013 (“Svegliate il mondo!”), il dialogo inedito con i Gesuiti filippini del 16 gennaio 2015 (“Uscite nelle periferie dell’esistenza”), l’altra intervista a padre Spadaro del 9 luglio 2016, introduttiva al volume sulle omelie e di discorsi di Buenos Aires (“Le orme di un pastore”). E ancora: l’incontro con i Gesuiti polacchi del 30 luglio 2016 (“Nella vita non è tutto nero su bianco”), l’intervista a Ulf Jonsson della rivista svedese “Signum”, del 24 settembre 2016, in vista della commemorazione con i luterani a Lund (“La distanza ci fa ammalare”), il dialogo coi Gesuiti della Congregazione generale, il 24 ottobre 2016 (“Abbiate coraggio e audacia profetica”). E’ fatto di tutto questo e altro ancora il libro di papa Francesco, scritto con padre Antonio Spadaro, “Adesso fate le vostre domande. Conversazioni sulla Chiesa e sul mondo di domani”, in libreria da oggi per Rizzoli (pp. 240, euro 19.50), che attraverso le sue parole restituisce un dialogo illuminante per comprendere i primi cinque anni di Pontificato di Bergoglio. “Ho faccia tosta, ma sono anche timido. A Buenos Aires avevo un po’ timore dei giornalisti. Pensavo che avrebbero potuto mettermi in difficoltà e per questo non davo interviste”, racconta Francesco nella prefazione, prima di spiegare che “ma un giorno mi sono lasciato convincere da Francesca Ambrogetti”, dell’Ansa di Buenos Aires. “Mi ha convinto e io mi sono fidato di lei. E quindi una volta al mese, alle nove del mattino, vedevo lei e Sergio Rubin, e alla fine uscì il libro-intervista El Jesuita”. Così comincia questo nuovo volume di Francesco, la migliore dimostrazione che Jorge Bergoglio non solo ha superato quell’antica diffidenza, ma anzi attribuisce un’importanza speciale proprio agli incontri con la gente, alle conversazioni, alle interviste: “Mi piace guardare le persone negli occhi e rispondere alle domande con sincerità” e “in modo spontaneo, in una conversazione che voglio sia comprensibile, e non con formule rigide. Uso anche un linguaggio semplice, popolare. Per me le interviste sono un dialogo, non una lezione”. Come scrive padre Spadaro nell’introduzione, lo scopo del Papa non è “offrire definizioni e sentenze ma avvicinarsi al- l’inquietudine dell’interlocutore”. Uno scopo pastorale, dunque, e le conversazioni raccolte in questo volume toccano i temi essenziali di un pontificato che si avvia a compiere cinque anni: il bisogno di raggiungere le periferie dell’esistenza, di superare gli steccati, di camminare e lavorare insieme, di fare “teologia in ginocchio” (cioè attraverso la preghiera) e di avere “fiuto del soprannaturale”, cioè “senso del divino e del diabolico”. “Desidero una Chiesa che sappia inserirsi nelle conversazioni degli uomini, che sappia dialogare - dice il Papa -. E’ la Chie- sa di Emmaus, in cui il Signore ‘intervista’ i discepoli che camminano scoraggiati. Per me l’intervista è parte di questa conversazione della Chiesa con gli uomini d’oggi”. Il volume sarà presentato sabato alle 18.00, nella sede di Civiltà Cattolica a Roma, da Piero Badaloni, Ferruccio De Bortoli e padre Spadaro.
















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