Il Re Leone torna a ruggire
- Redazione

- 19 ago 2019
- Tempo di lettura: 3 min
CINEMA/APRE DOMANI IN ITALIA IL REMAKE DEL CLASSICO DISNEY DI 25 ANNI FA

ROMA. Il Re Leone e l'emozionante fa- vola di Simba prende forma ancora al ci- nema 25 anni dopo quel primo film uscito il 15 giugno del '94, vincitore di due Oscar, con la musica trascinante di El- ton John e Tim Rice e diventato ormai un classico Disney con cui sono cre- sciuti generazioni di bambini. Esce do- mani in Italia il nuovo film, questa volta non animato ma live action, con prota- gonista il mondo della savana africana e "quel delicato equilibrio che fa coesi- stere tutto qui". E' il secondo film per incassi dell'anno in America, dopo Aven- gers: Endgame e nel mondo, con un to- tale incassi (parziale al 18 agosto 2019) di 1 milione 351 mila dollari.
Le voci originali dell'atteso Re Leo- ne sono Donald Glover (Simba), Seth Rogen (Pumbaa), Beyoncé (Nala), Chiwetel Ejiofor (Scar). Anche in Italia il doppiaggio è d'eccezione: Marco Mengoni è il giovane erede al trono del- la savana, Elisa (che già aveva lavorato per Dumbo di Tim Burton) è Nala, ami- ca coraggiosa di Simba fin da cucciola. E ancora Luca Ward, Massimo Popoli- zio, Edoardo Leo, Stefano Fresi, Toni Garrani. La regia è di Jon Favreau, che ha firmato altri remake Disney a comin- ciare dal Libro della Giungla. E per di- rigere la nuova avventura Disney ha uni- to le tecniche del cinema live action a immagini foto realistiche generate al computer, prendendo spunto oltre che dal film del 1994 anche dai documentari della BBC, dal musical di Broadway, da 23 anni in cartellone, e da un viaggio fatto da lui stesso in Africa.
La storia è nota: il cucciolo Simba prova una grande ammirazione per suo padre, Re Mufasa. Ma non tutti nel regno della savana celebrano l'arrivo del piccolo erede. Scar, il fratello di Mufa- sa e precedente erede al trono, ha dei piani molto diversi e la drammatica bat- taglia per la Rupe dei Re si conclude con l'esilio di Simba. Con l'aiuto di una curiosa coppia di nuovi amici,Timon e Pumbaa, un suricato ed un facocero il cui motto è nella ormai nota frase afri- cana Hakuna Matata, che significa "sen- za pensieri", Simba dovrà imparare a crescere e capire come riprendersi ciò che gli spetta di diritto. "Mentre gli altri cercano ciò che possono prendere, un vero re cerca ciò che può dare".
Il Re Leone è stato il primo classi- co dei film Disney frutto di una storia originale (ideata da Jeffrey Katzen- berg, Roy E. Disney e Peter Schnei- der, cui si aggiunsero gli sceneggiato- ri Irene Mecchi e Jonathan Roberts) al cui cuore c'è un tema caro ad ogni nar- rativa: il romanzo di formazione, os- sia come lasciare infanzia e affrontare le realtà del mondo. E' il tema di tanti altri film, come lo stesso Libro della Giungla, parente stretto del Re Leone). Tra i vari record del Re Leone del 1994, oltre al top del box office del- l'anno, ci sono quelli di più grande film d'animazione degli ultimi 50 anni in termini di biglietti venduti e l'unico d'animazione la cui colonna sonora è stata certificata diamante.
"Non abbiamo esitato a riprendere al- cuni aspetti del vecchio materiale, ma è incredibile scoprire quanti cambiamenti e aggiornamenti invisibili si possano fare - ha dichiarato il regista -. E questo è il trucco: non volevamo che il nostro approccio sovrastasse il film. Non vo- levamo superare il limite rendendo le cose troppo intense o perdendo di vista l'essenza del vecchio film. La comicità funziona in modo diverso. La musica funziona in modo diverso. In natura gli animali combattono in modo diverso. È un film d'avventura per famiglie ma ci sono momenti, come anche nel film originale e nello spettacolo teatrale, in cui le cose si fanno molto intense ed emozionanti. Bisogna tenere tutto in equilibrio: vogliamo comunicare gli stessi sentimenti e raccontare la stessa storia, ma senza sovraccaricare il pub- blico. Volevamo replicare lo stesso equilibrio del film originale".
"Abbiamo lavorato - ha raccontato Elisa - sulla fierezza delle leonesse, sulla combattività di Nala, che con la sua forza cambia la storia. Ma non vo- levo essere Beyoncé, ho portato Elisa e la mia unicità".
Mengoni, invece, ha spiegato di aver dovuto lavorare il doppio: "Il personag- gio di Simba muta durante il film, da piccolo erede al trono si trova a esse- re fanciullo spensierato, e qui ho in- terpretato un po' me stesso eterno Peter Pan, ma poi deve prendere le redini della situazione e tornare a essere re. Abbiamo puntato sul prendersi responsabilità della propria vita".
















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