Il Russiagate perde forza
- Redazione

- 18 mag 2018
- Tempo di lettura: 2 min
L’INDAGINE COMPIE UN ANNO, GIULIANI ASSICURA: TRUMP NON SARÀ INCRIMINATO

NEW YORK. Donald Trump non sarà incriminato. Alla fine delle indagini degli uomini di Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, ci sarà solamente un rapporto.
Ad assicurarlo un sempre più attivo Rudolph Giuliani, divenuto figura di punta del team di legali del tycoon, che però non si sofferma su quello che molti osservatori mettono in evidenza: quel rapporto potrebbe essere la base per una eventuale azione di impeachment da parte del Congresso.
Intanto, ad un anno dall’inizio delle indagini sui sospetti legami tra Trump e Mosca durante la campagna elettorale del 2016, il presidente americano ironizza su Twitter: “Congratulazioni America, siamo nel secondo anno della più grande caccia alle streghe nella storia americana”. L’accusa mossa agli investigatori e’ sempre la stessa: dopo tutto questo tempo - afferma l’inquilino della Casa Bianca - nemmeno uno straccio di prove che ci sia stata collusione o ostruzione della giustizia da parte del presidente.
“L’unica collusione è stata quella dei democratici che sono stati incapaci di vincere le elezioni nonostante abbiano speso così tanti soldi”, aggiunge Trump, che torna a rilanciare le accuse all’amministrazione Obama che a sua volta accusa di averlo spiato. E in effetti il maggior pericolo che dopo 12 mesi di indagini corre il procuratore speciale - e su questo sono concordi molti osservatori e commentatori politici - èquello di perdere il sostegno di quella parte dell’opinione pubblica che finora ha sostenuto le indagini.
Perché se è vero che il lavoro degli investigatori non sembra subire rallentamenti - con 19 persone e tre aziende incriminate e cinque pronte a patteggiare - è anche vero che ancora non c’ è una risposta alla domanda più importante: la campagna di Donald Trump agì in coordinamento con la Russia per influenzare le elezioni presidenziali del 2016 e danneggiare l’allora candidata democratica Hillary Clinton? Giuliani ha comunque spiegato in una intervista alla Cnn come il procuratore Mueller avrebbe comunicato al team dei legali di Trump che si atterrà alle linee guida del Dipartimento di Giustizia, quelle secondo cui un presidente non può essere incriminato: “Tutto quello che faranno - ha detto l’ex sindaco di New York - è scrivere un rapporto. Non possono incriminarlo. Almeno ci hanno riconosciuto questo dopo qualche battaglia”.
I giuristi in realtà sono divisi sulla possibilità che un procuratore, anche speciale, possa portare un presidente sul banco degli imputati. Se Mueller si limitasse a scrivere un rapporto accusatorio, questo potrebbe appunto diventare la base per una procedura di impeachment al Congresso, dove però attualmente i repubblicani controllano sia la Camera dei Rappresentanti sia il Senato. Lo scenario tuttavia potrebbe drammaticamente cambiare con le elezioni di metà mandato di novembre, quando verrà rinnovato un terzo del Senato el ’intera Camera dei Rappresentanti. Intanto su Trump si abbatte l’ennesima polemica per un’affermazione sugli immigratiirregolari,alcunideiqualisonostatibollati dal tycoon con l’epiteto di “animali”.
“Noi espelliamo gente dal Paese - ha detto durante un evento contro le “città santuario” che proteggono i clandestini - non potete credere a che livello sono malvagi. Non sono uomini, sono animali”, ha aggiunto, sottolineando come “la legge californiana offre un rifugio a certi delinquenti che sono i più violenti della terra, come i membri della gang Ms-13”.
















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