Ilva/Al via le trattative sugli esuberi
- 7 giu 2017
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Governo in campo. Venerdì incontro a Palazzo Chigi. Emiliano: la Puglia reagirà con forza
ROMA. Innanzitutto i numeri. L'organico delle società del Gruppo Ilva è attualmente di 14.220 lavoratori (di cui 10.977 a Taranto), 4.100 sono in cigs straordinaria (3.240 a Taranto). Il piano di Am Investco prevede nel 2018 un organico pari a 9.407 occupati a tempo pieno, destinati a ridursi nell'arco del Piano (cioè al 2024) a 8.480 occupati. Questo significa che si parte con 4.813 esuberi e si arriverà a 5.740 esuberi. A partire da questi numeri, venerdì prossimo a Palazzo Chigi, Uilm-Uil, Fim-Cisl e Fiom-Cgil inizieranno il negoziato con il Governo rappresentato ai massimi livelli dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Poi la trattativa si sposterà al tavolo con il nuovo acquirente. Il negoziato non si annuncia facile. E non è solo questione di sindacati. Anzi c'è una parte del mondo politico che non ama il piano industriale e ambientale considerato invece il migliore dai Commissari Straordinari. Primo fra tutti Michele Emiliano: "La Pu- glia reagirà con tutte le forze contro questo modello industriale insensato che ha ucciso persone e ha danneggiato l'economia italiana" dice commentando con i giornalisti a Bari la aggiudicazione dell'Ilva alla cordata Arcelor Mittal- Marcegaglia alla quale si è aggiunta Banca Intesa. E a soffiare sul fuoco anche Beppe Grillo che ha incontrato a Taranto un gruppo di operai: "Questi alto- forni ve li abbiamo regalati noi da Genova", ha ironizzato, definendo l'Ilva "archeologia": "E’ un polo archeologico straordinario se lo vedi dal punto di vista dell'archeologia, di cosa non si deve più fare". Tornando alla riunione di venerdì a Palazzo Chigi, al momento le posizioni dei tre sindacati hanno, come spesso accade, sfumature diverse. Rocco Palombella punta a un "miglioramento" dei numeri degli esuberi. Miglioramento che già il ministro Carlo Calenda ha in qualche modo promesso: "I lavoratori che non verranno assunti dall'acquirente rimarranno in capo all'Amministrazione straordinaria per tutta la durata del programma" cioè il 2023. "Nessun lavoratore sarà dunque, in ogni caso, licenziato e/o lasciato privo di protezione" hanno ribadito più volte i comunicati del Mise. Se Bentivogli apprezza l'apertura del negoziato (da sempre i sindacati chiede- vano di essere consultati nel corso della procedura di scelta del piano industriale migliore), Maurizio Landini (Fiom-Cisl) ha chiaro dove la trattativa deve arrivare: "Non siamo disponibili a nessun licenziamento" dice. Una posizione molto vicina a quella dei sindacati di base Usb che però non saranno a Palazzo Chigi. In quella sede la Fiom ri- badirà a Gentiloni e a Calenda "la necessità che si determinino le condizioni affinché gli investimenti garantiscano la sostenibilità ambientale delle tecnologie di produzione, la tutela della salute dentro e fuori gli stabilimenti, il rafforzamento della capacità produttiva e, di conseguenza, il mantenimento dei livelli occupazionali in tutti i siti del Gruppo". Non solo occupazione e produzione dunque, ma i sindacati vogliono anche trattare su ambiente e salute. C'e' poi l'aspetto antitrust sul quale i sindacati vorranno essere informati. Un aspetto tecnico che sarà valutato solo ad acquisizione avvenuta, quanto - stante la portata dell'operazione che coinvolge il numero uno mondiale dell'Acciaio - l'acquisto dovrà essere notificato all'antitrust Europeo.
















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