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Ilva: duello tra indiani

  • 5 mar 2017
  • Tempo di lettura: 3 min


DOMANI LE OFFERTE: ENTRO APRILE SCELTA TRA 2 CORDATE GUIDATE DA ARCELOMITTAL E JSW

ROMA. Due indiani alla testa delle cordate che si contendono l'Ilva. Da un lato c'è Lakshmi Mittal patron di ArcelorMittal numero uno mondiale dell'acciaio, dall'altro Sajjan Jindal numero uno di Jindal South West (JSW). Per sapere chi vincerà bisogna aspettare più di un mese, ma ormai il conto alla rovescia è avviato. Dopo alcune proroghe (l'ultima sembra decisa più che altro per razionalizzare i tempi), lunedì entro le 14.00 saranno presentate le offerte vincolanti, nessuno dei concorrenti pensa di tirarsi indietro, anzi .Negli ultimi giorni i due colossi siderurgici si sono spesi molto sui media per convincere l'opinione pubblica che la loro sia la migliore offerta migliore per Taranto. ArcelorMittal che, attraverso la joint Venture Am Investco, si presenta in cordata con il gruppo italiano Marcegaglia (al 20%), ha fatto sapere che intende portare la produzione (attualmente a 5,8 milioni di tonnellate) fino a 6 milioni, utilizzando i tre altiforni attualmente in uso (e non utilizzare l'altoforno più potente, l'Afo 1 oggi spento). Inoltre farà lavorare a Taranto altri 2 milioni di tonnellate di bramme per le finiture. L'obiettivo di ArcelorMittal è di produrre a Taranto acciaio di alta qualità destinato alle imprese automobilistiche. Jindal, che si presenta con il 35% della cordata Acciaitalia insieme a Cdp (27,5%), Delfin (27,5%)e Arvedi (10%), punta anche lui a una produzione di 6 milioni di tonnellate da ciclo integrale, risanando e utilizzando però Afo 1 (operazione che, secondo alcune stime, ri- chiederebbe 250-300 milioni di euro). En- trambi i gruppi puntano al pareggio di bilancio in tre anni. Secondo Jindal, AcciaItalia dovrebbe poi andare in Borsa con la possibilità per i soci finanziari (Cdp e Delfin) di ridurre la propria quota a vantaggio del mercato. Quanto alle speranze di una decarbonizzazione di Taranto, è ormai acquisito che nel breve periodo nessuno dei due concorrenti potrà fare a meno del carbone. ArcelorMittal parla di una "decarbonizzazione possibile nel lungo periodo" mentre Jiidal utilizzerà subito il gas per ridurre del 20% nel tempo

l'utilizzo del carbone, ma il carbone comunque rimane ancora la fonte energetica principale del ciclo integrale. Entrambe le cordate si serviranno anche di forni elettrici per ridurre le emissioni. Questi gli elementi finora trapelati dei due piani ambientali e industriali che saranno presentati in busta chiusa lunedì davanti al notaio Marchetti. L'apertura delle buste è prevista per le 16.00. Dopo un esame dei requisiti formali, nei giorni successivi partirà la fase di valutazione delle offerte. Questa fase durerà 30 giorni, nei quali saranno possibili dei rilanci sulle offerte a fronte della perizia sul valore degli asset dell'Ilva effettuata dall'advisor Leonardo. Al termine della fase di valu- tazione, si passerà all'individuazione dell'aggiudicatario che sarà scelto nei giorni successivi e comunque entro il mese di aprile. Dal momento dell'aggiudicazione i vincitori hanno 30 giorni per presentare un nuovo piano ambientale e chiedere la nuovaAia che sarà data con il relativo Dpcm. Fra concessione della nuova Aia (c'e' tempo fino al 30 settembre 2017), autorizzazioni varie più passaggio all'Antitrust, il trasferimento degli asset dell'Ilva dall'Amministrazione Straordinaria ai nuovi proprietari dovrebbe avvenire fra settembre e novembre 2017. Da questo momento il nuovo proprietario avrà ancora 18 mesi per ultimare il Piano ambientale sul quale vigilerà l'ammini- strazione straordinaria dell'Ilva che continuerà ad essere nei suoi poteri fino al 2019.


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