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Ilva, l’affondo di Di Maio



IL VICEPREMIER: LA QUESTIONE DELL’ANNULLAMENTO DELLA GARA NON È FINITA

ROMA. “La questione dell’annulla- mento della gara non è finita”. Il vice premier Luigi Di Maio non chiude la vicenda della gara per la cessione dell’Ilva. Ma sale il pressing delle parti sociali, dal presidente di Confindustria alla numero uno della Cisl: il nodo sia sciolto - dicono - e venga presa una decisione in fretta. Il governo prosegue l’esame del dossier. Ora è sul tavolo del ministero dell’Ambiente. La nuova scadenza è fissata al 7 settembre e solo dopo, a decisioni prese, sarà tolto il velo e pubblicato il parere dell’Avvocatura dello Stato. Sono trentacinque pagine che l’ex Ministro Carlo Calenda, consideratodaDiMaioilresponsabile politico del “delitto perfetto”, vuole leggere prima e per questo ha detto che chiederà l’accesso agli atti. “Lo Stato sta tornando a fare lo Stato”, afferma Di Maio su un post nel quale assicura: “Non molleremo. Stiamo perseguendo con ogni sforzo l’interessepubblico.Restituiremol’aria pulita a Taranto e un lavoro senza angoscia”. Ma il ministro sa che diventa ogni giorno più cogente far passare il dossier dai tavoli giuridico- amministrativi a quelli del confronto sindacale. E dai microfoni di Agorà (Raitre) rassicura le parti, che glielo chiedono all’unisono: “Il tavolo sindacale sarà in mia presenza” e “deve andare avanti”. Tradotto: ad horas dovrebbe arrivare dal Mise una convocazione a sindacati e azienda. “Se i sindacati non ci vanno è una responsabilità che si assumono i sindacati”, aggiunge Di Maio riferendosi in particolare allo scetticismo di Marco Bentivogli, il segretario della Fim Cisl che con l’ex ministro Calenda, nel gennaio scorso, ha sottoscritto una sorta di manifesto/ piano industriale per l’Italia pubblicato dalSole24ore. Dal meeting di Rimini il segretario generale della Cisl Annamaria Furlane il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia fanno pressione sul governo perché si vada avanti sulla trattativa sindacale senza altri indugi. “La gara è valida, l’interlocutore è serio. Bisogna pensare al bene dell’Italia e dell’azienda. Ci vuole la volontà di tutti di uscire dalle polemiche”,dice la Furlan. “Si entri nella negoziazione, si chiudano gli ultimi punti e si parta quanto prima”, esorta Boccia ricordando che per vincere la scommessa Ilva ci vogliono“sei anni” (quelli per ultimare il piano ambientale e industriale al 2023), non bisogna perdere tempo. In vista della trattativa sindacale si contano e ricontano i numeri dei dipendenti di Ilva in Amministrazione Straordinaria, che grazie a pensionamenti e uscite continuano a diminuire. Al 30 giugno questi sono scesi a13.522 (dai13.563 del 31marzo)di cui 2.367 in cassa integrazione. Questo significa che attualmente nel gruppo Ilva (siti di Taranto, Cornegliano, Novi Ligure, Racconigi, Paderno, Dugnano, Marghera più le sedi amministrative) lavorano 11.155 effettivi. La cifra bisogna segnarla perché su questa i sindacati difficilmente arretreranno. C’è poi l’altro aspetto della liquidità disponibile.Di fatto l’amministrazione straordinaria è già in perdita. Limitandosi alle slide diffuse dai commissari: a settembre alla voce fabbisogno cassa è scritto “zero” e si stima che ad ottobre saranno necessari 41milioni per mandare avantil’attività e se l’ingresso di AmInvestCo scivolerà a dicembre i milioni salgono a132.


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