In Austria scatta l’allarme
- Redazione

- 4 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min
MIGRANTI/KURZ BLINDERÀ IL BRENNERO SE LA GERMANIA CHIUDE LE FRONTIERE

ROMA. La libera circolazione in Europa sancita dal trattato di Schengen è a rischio dopo l’accordo nel governo tedesco sui respingimenti dei migranti. L’Austria si è detta pronta a blindare il Brennero se Berlino chiuderà le proprie frontiere. E la reazione italiana non si è fatta attendere: “Vienna se ne dovrebbe assumere le responsabilità”, ha avvertito il ministro degli Esteri Enzo Moavero, invocando la “cooperazione” tra i partner promossa nell’ultimo vertice Ue.
Nel governo, comunque, è altrettanto chiaro che è meglio giocare d’anticipo per arginare gli arrivi dei profughi, e così Matteo Salvini ha sentito al telefono il collega tedesco Horst Seehofer, concordando il primo faccia a faccia l’11 luglio. In Germania la linea dura del ministro dell’Inter- no sembra aver pagato, perché l’intesa raggiunta con la cancelliera Angela Merkel di fatto prelude ad un restringimento delle maglie in materia di accoglienza: i profughi arrivati lì ma registrati nel Paese di primo approdo, spesso l’Italia, saranno chiusi in zone di transito vicino ai confini e potranno essere respinti una volta accertato che non hanno diritto all’asilo o che hanno già avviato la procedura altrove.
In Austria è già scattato l’allarme. Il cancelliere Sebastian Kurz, presentando al parlamento di Strasburgo le linee guida della presidenza semestrale dell’Ue, ha evocato una “reazione a catena” alla possibile chiusura delle frontiere tedesche. Ed ha minacciato interventi per “proteggere i confini meridionali” del suo paese. Quindi anche il Brennero. Kurz ha auspicato “un’Europa senza frontiere interne nel medio e lungo termine”, ma ha puntualizzato di “non poter fare promesse” sulle tempistiche necessarie per tornare al completo funzionamento di Schengen, che tra l’altro è stato indebolito anche dall’emergenza ter- rorismo. Tanto più se alcuni paesi, come la Germania, adotteranno “misure nazionali”. Di fatto, quindi, frontiere chiuse a discre- zione di ognuno a tempo indeterminato. Roma ha subito fatto muro.
“Il Consiglio europeo ha affermato che l’immigrazione è una questione europea e serve uno sforzo condiviso”, ha ricordato il ministro Moavero, chiarendo che chiu- dere il Brennero “sarebbe contro questo spirito”. Il collega Matteo Salvini, invece,non si è scomposto per gli avvertimenti di Vienna, anzi ha rilanciato: se loro chiudono il Brennero “noi abbiamo tutto da guadagnarci perché sono più i migranti che en- trano in Italia” che quelli che passano il confine verso l’Austria. Allo stesso tempo, il titolare del Viminale sa che il problema esiste, perché con i confini nazionali chiusi l’Italia non avrebbe il sostegno richiesto per alleggerire il peso dei migranti in arri- vo dal Nord Africa via mare. La prossima partita di Salvini, in quest’ottica, si giocherà l’11 luglio a Innsbruck, al consiglio infor- male dei ministri dell’Interno dei 28.
Nella citatdina austriaca Salvini tenterà di disinnescare la ‘bomba’ dei respingimenti dalla Germania, che su questo fronte ha degli ac- cordi con Spagna e Grecia, ma non con l’Italia.
Ieri ha sentito al telefono il collega tedesco Seehofer, con cui ha discusso “soluzioni condivise per il contrasto dell’immigrazione clandestina anche tra un paese e l’altro dell’Ue e la protezione delle frontiere esterne”, ha riferito lo stesso Salvini. I due ministri, inoltre, hanno concordato un bilaterale proprio a Innsbruck, prima della riunione Ue.
















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