In Italia i capolavori rubati
- Redazione

- 22 dic 2016
- Tempo di lettura: 3 min
ARTE/TORNANO LE 16 TELE DI CASTELVECCHIO. FRANCESCHINI: PENE PIÙ SEVERE

VERONA. Sembra avere gli occhi più furbi del solito, ora che è tornato a casa, il ‘Fanciullo con disegno’ ritratto nel 1523 da Giovanni Francesco Caroto, quasi a volersi far beffe di chi lo guarda adesso nuovamente al suo posto da dove era stato ‘rapito’ assieme a 16 altri capolavori la sera del 19 novembre 2015. Questo piccolo lavoro, 37x29 cm. olio su tavola è stata preso a simbolo ieri sera a Verona di tutto il gruppo di opere, tra le quali dipinti di Rubens, Mantegna, Tintoretto, Pisanello per un valore stimato di 20 milioni di euro restituite in mattinata al capoluogo sca- ligero dal presidente dell’Ucraina Petr Poroschenko (“Per Verona il furto fu una ferita al cuore. Oggi restituiamo questi inestimabili capolavori ai nostri amici italiani”) nelle mani del ministro di Beni Culturali e Turismo Dario Franceschini e del sindaco di Verona Flavio Tosi. E proprio di ferita rimarginata ha parlato il rappresentante del governo italiano secondo il quale è necessario un giro di vite contro i reati sulle opere d’arte. “Venerdì porterò, assieme al collega ministro della Giustizia Orlando, in sede di consiglio dei ministri - ha annunciato da Verona Franceschini - un disegno di legge che in sostanza identifica nuove tipologie di reato rispetto a danneggiamento e furto di opere di interesse di patrimonio culturale”. Per ora 4 dei sei imputati per il furto, due italiani tra cui un custode del museo e due moldavi, sono stati condannati a oltre 31 anni di carcere nel processo svoltosi a Verona senza i corpi di reati. Al rientro delle opere in Italia sono trascorsi 397 giorni dal colpo messo a segno da tre uomini armati e mascherati arrestati il 13 marzo di quest’anno. I quadri vennero recuperati il 15 maggio in un prato dell’isola di Turunciuk sul fiume Dnesdr al confine ucraino. Da fine maggio i capolavori sono stati esposti al museo di Kiev sino ad oggi. Dal 24 al 28 maggio l’allora direttrice del museo di Castelvecchio Paola Marini, oggi a capo delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, assieme all’esperto Ettore Napione aveva lavorato a Kiev, su richiesta della procura, per certificare l’autenticità dei capolavori. In complesso le opere stanno sostanzialmente bene. “I dipinti sono originali - avevano spiegato i due esperti - tutte le tele sono tagliate lungo la battuta del telaio e prive dello stesso. Manca la cornice ottocentesca del San Girolamo di Jacopo Bellini. I danni sono da approfondire in sede di perizia di restauro, anche a fini assicurativi”. “Oggi si chiude una brutta storia e queste opere tornano a casa. Ringrazio chi ha lavorato per il loro ritorno”, ha detto Franceschini, sottolineando l’eccellenza italiana nel ritrovamento delle opere d’arte trafugate. Soddisfatto anche il sindaco di Verona Flavio Tosi: “Esprimo la felicità di tutti i veronesi e il ringraziamento a coloro che hanno reso possibile una giornata simile - ha detto - “I veronesi vogliono bene a queste opere d’arte, ci sono affezionati. E’ stata una brutta storia che si e’ chiusa in tempi anche brevi per come solitamente queste cose vanno e rispetto ad altre vicende simili”. Oggi il Comune di Verona annuncerà un’esposizione straordinaria dei capolavori tornati a casa. Probabilmente verrà confermata la volontà, annunciata da Tosi, di porre in rassegna le 17 opere assieme agli altri tesori di Castelvecchio al prezzo di un’euro per un mese.
















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