In mostra l’alimentare italiano
- Redazione

- 7 lug 2018
- Tempo di lettura: 2 min

FANCY FOOD SHOW/SI È CONCLUSA AL JAVITZ CENTER LA 66MA EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL CIBO

NEW YORK. Si è da poco conclusa la 66esima edizione del Summer Fancy Food Show tenutasi presso lo Javitz Center di New York, - storica struttura da anni coinvolta in quella che viene definita la manifestazione più importante del Nord America in fatto di Food & Beverage. Tanto l’entusiasmo per le 300 aziende italiane presenti in fiera, arrivate in America con la speranza di affermarsi in un mercato forte e avanguardista come quello americano. Un impegno che accompagna da sempre gli imprenditori italiani, costanti e determinati nel promuovere e difendere l’unicità che contraddistingue il prodotto italiano. Tuttavia, a fiera conclusa si rende ne- cessaria un’analisi puntuale sulle nuove dinamiche che contraddistinguono il mercato americano ; lo scopo, naturalmente, è quello di delineare una prospettiva realistica a favore dell’imprenditore italiano che voglia rendersi protagonista . In un contesto permeato di paradigmi internazionali che richiedono un atteggiamento sempre più flessibile e adattivo, è chiaro che il solo entusiasmo può essere fuorviante, perfino per l’im- prenditore che abbia ottime possibilità di investimento finanziario . I parametri commerciali cambiano; il mercato cambia ; ogni contesto esige rispetto per diktat che impone , tra l’altro estremamente identificativi di ciascuna realtà etnica. Se il ‘ Fancy Food Show’ resta un’occasione di prestigio a favore di tutti gli imprenditori che vogliano affacciarsi sul mercato americano, il rischio parallelo, è quello di non riuscire a comunicare con efficacia la propria realtà, tantomeno identità; soprattutto quando gli interlocutori antagonisti sono ‘colossi’ indiscussi del mercato americano. Innovazione, business planning e strategie di marketing, possono non es- sere sufficientemente validi per riuscire ad interloquire in modo vantaggioso con un Paese che tende a salvaguardare comunque la propria realtà commerciale ; servono ‘ponti di collegamento’ multidisciplinari , strutturati nei termini della nella comunicazione strategica, dove prima ancora dell’economia, la psicologia può essere d’aiuto .All’interno di una ‘anatomia economica‘ dove alcune regole restano invariate e dove altre sembrano cambiare continuamente forme e contenuti, ecco che conoscere dinamiche di mercato e capire in quale direzione possano essere veicolate le strategie di business development innovation, in quel determi- nato periodo storico, resta l’azione più intelligente che si possa fare per entrare in un mercato estero. Il Fancy Food Show ne è stato l’ esempio: spesso l’imprenditore coinvolto, non è in grado di percepire la complessità del contesto che si adopera ad affrontare e per questo atteggiamento fuorviante incappa nel rischio di surclassamento da parte di aziende storicamente radicate nel contesto che lo ospita. Sebbene l’idealizzazione spesso si accompagni alla prontezza dell’azione immediata, il Fancy Food Show, con la sua chiusura avvenuta da qualche giorno, ci lascia un prezioso suggerimento : il mercato americano lascia ampio spazio ad iniziative imprenditoriali, ma bisogna essere preparati curando i dettagli di un progetto che la psicologia degli interlocutori e dei clienti ai quali ci si rivolge. La riuscita di un business planning , viene determinata , tra le altre cose, dal cosciente utilizzo di strategie di marketing che sanno prevedere l’andamento di fruttuose ‘aperture di mercato’; un’ottima occasione che dà ampio spazio ai nuovi imprenditori protagonisti, i quali, non dovrebbero assolutamente farsi trovare impreparati.
















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