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Industria/Nuovo stop: giù fatturato e ordini



L’occupazione cresce nel 2o trimestre. I sindacati: Di Maio ci veda

ROMA. Nuovo passo falso a luglio per il fatturato e gli ordi- nativi dell'industria. Nel mese- secondo i dati pubblicati ieri dall'Istat - le vendite hanno re- gistrato un calo dell'1% rispetto a giugno (mese nel quale si era già verificato uno stop, - 0,3%)), mentre gli ordini hanno registrato un arretramento del 2,3%, dopo la flessione 4 dell'1,5% registrata a giugno.Su base tendenziale il fattu- 2 rato cresce del 2,9% su luglio 2017 (dato corretto per i giorni lavorativi) mentre nei primi 7 mesi2018(datigrezzi)l'avanzamento è del 4,8% sullo stesso 15 periodo del 2017. Nei primi 7 12 mesi aumentano anche gli ordini (+4,3%). 9 Guardando ai dati tendenziali grezzi il fatturato è aumentato a luglio del 6,2% mentre 3 gli ordinativi sono aumentati 0 del 2,8% con una percentuale maggiore per gli ordini interni (+4%) rispetto a quelli Fonte: Istat (base 2015=100) dall'estero (+1%). Ieri è stata diffusa anche la nota congiunta sul mercato del lavoro messa a punto da Istat, Inps, Inail, ministero del Lavoro e Anpal secondo la quale nel secondo trimestre c'è stata una "significativa crescita" dell'occupazione e un calo della disoccupazione e dell'inattività. Secondo l'Istat, guardando all'intera offerta di lavoro (sia dipendente che autonoma) nel secondo trimestre gli occupati sono cresciuti di 387.000 unità su base tendenziale (dati grezzi) e di 2013.000 unità sul trimestre precedente (dati destagionalizzati) mentre il tasso di occupazione è al 58,7% e torna ai livelli pre-crisi sfiorando il valore massimo del secondo trimestre 2008 (58,8%). La situazione però resta incerta (a luglio si è registrato un calo di occupati di 28.000 unità su base mensile ma con - 44.000 dipendenti permanenti) e i sindacati hanno scritto al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio per chiedere un "incontro urgente" sulle questioni del mercato del lavoro a partire dagli ammortizzatori sociali. "É urgente - affermano i sindacati - che si superi la logica degli interventi a spot, per avviare un confronto sistemico sulle emergenze che gravano sul mondo del lavoro”.


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